(Teleborsa) - "L'inflazione è scesa all'1,7 per cento in gennaio. Secondo le proiezioni dell'Eurosistema, dovrebbe stabilizzarsi attorno al 2 per cento nel medio termine, dopo una fase in cui rimarrebbe leggermente al di sotto dell'obiettivo. La BCE ha mantenuto invariati i tassi ufficiali dallo scorso giugno e i mercati non si attendono variazioni nel 2026. I rischi inflazionistici sono significativi in entrambe le direzioni". Lo ha detto Fabio Panetta, Governatore della Banca d'Italia, al 32° congresso annuale dell'Assiom Forex presso il Palazzo del Casinò al Lido di Venezia.

"Da un lato, i mercati energetici rimangono esposti alle tensioni geopolitiche. Un rincaro persistente delle materie prime o un'ulteriore frammentazione delle filiere produttive globali, con conseguente aumento dei costi dei beni intermedi, potrebbero alimentare pressioni al rialzo sull'inflazione - ha spiegato - Dall'altro lato, un ulteriore apprezzamento dell'euro, una forte correzione dei mercati finanziari o un irrigidimento nelle condizioni di offerta di credito potrebbero mantenere la dinamica dei prezzi al di sotto dell'obiettivo per un periodo prolungato".

"Il calo dell'inflazione osservato a inizio anno, leggermente accentuato rispetto alle attese, non modifica significativamente la valutazione di medio termine, ma segnala alcuni elementi da monitorare", ha sottolineato Panetta.

Secondo il Governatore, "il principale riguarda l'evoluzione delle importazioni dalla Cina, che dall'inizio del 2024 hanno registrato un aumento dei volumi del 27 per cento e un calo dei prezzi dell'8. L'impatto disinflazionistico per ora resta contenuto, ma è già visibile - i prezzi dei beni più esposti alla concorrenza cinese decelerano più rapidamente degli altri - e potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi".

"In presenza di rischi di segno opposto, la politica monetaria deve mantenere un approccio flessibile, ancorato alle prospettive di medio termine e fondato su una valutazione complessiva dei dati e delle implicazioni per inflazione e crescita - ha concluso - Le proiezioni di marzo offriranno al Consiglio direttivo della BCE ulteriori elementi per orientare le decisioni nei prossimi mesi".