(Teleborsa) - La quarta edizione del Forum della Intermodalità Sostenibile, che si è svolto oggi presso Palazzo Wedekind, ha visto tra i protagonisti l’AD di Rete Ferroviaria Italiana Aldo Isi, che ha delineato una strategia basata su investimenti massicci e innovazione tecnologica per rispondere alla crescente domanda di mobilità.

Ne dà notizia FS News.it, portale informativo del Gruppo, spiegando che cuore dell’intervento di Isi ha riguardato l’impatto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. «Abbiamo l’obiettivo del PNRR che ci ha visto protagonisti negli ultimi anni» ha dichiarato l'AD, sottolineando come la macchina operativa sia a pieno regime. "Teniamo presente che ancora oggi abbiamo tra i 1.200 e i 1.300 cantieri operativi tutti i giorni. Di questi, 700 sono cantieri che si occupano di investimento infrastrutturale". Secondo il vertice di RFI, lo sforzo attuale non è fine a sé stesso: "Il PNRR lascerà un’eredità importante in termini di infrastruttura». Tra i progetti chiave citati ci sono la Napoli-Bari, la Palermo-Catania, il Terzo Valico (Milano-Genova) e il completamento dell'asse orizzontale Brescia-Verona-Padova


I dati economici confermano il "boost" infrastrutturale in corso. "Col PNRR abbiamo raggiunto gli 11 miliardi annui di investimenti complessivi rispetto ai 4 di una decina di anni fa" ha spiegato Isi, ribadendo che tale crescita risponde a una precisa richiesta di mobilità che deve necessariamente passare per l'intermodalità: «Significa il collegamento non solo tra le grandi città ma anche con i grandi aeroporti".

Sullo scenario dell'Alta Velocità, Isi ha commentato il recente via libera dell'Antitrust all'ingresso di un terzo operatore (SNCF) dal 2027. "Arriva un terzo operatore, prendiamo atto di questa decisione dell’Antitrust che in qualche modo ha validato i nostri impegni che consentiranno un ulteriore salto in termini di numero di treni sulla nostra infrastruttura». L'AD ha chiarito che l'ingresso non sarà privo di sfide gestionali: «In questa fase c’è una ridistribuzione che è stata valutata come soluzione per questo ingresso". Per ottimizzare la capacità, RFI punta sulla tecnologia: fra l’11 e il 12 aprile sarà attivato l’ultimo tratto del sistema ERTMS sulla tratta Firenze-Roma per dare maggiore stabilità al sistema.


Infine, lo sguardo è rivolto al digitale. Isi ha confermato che l'IA è già una realtà per RFI, sia per la sicurezza che per l'efficienza. «Già abbiamo treni che si muovono con tutta una serie di strumenti digitali molto evoluti, l’ERTMS livello 2 ad esempio». L'obiettivo è ora la manutenzione predittiva: «Algoritmi di intelligenza artificiale finalizzati a leggere i dati che vengono dai nostri treni diagnostici per guidare gli interventi di manutenzione».

L'intervento si è concluso con un richiamo al fattore umano: "L’intelligenza artificiale oggi non è la soluzione a tutto se non accompagnata da una adeguata competenza. La trasmissione delle competenze dai nostri tecnici più esperti alle nuove generazioni appena assunte rappresenta un passaggio cruciale per la costruzione della ferrovia del futuro".