(Teleborsa) - Continua la discesa dei prezzi del petrolio, sostenuta dalla notizia secondo cui l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) starebbe valutando il più grande rilascio di riserve strategiche della sua storia. La decisione arriverebbe in risposta ai rischi di interruzione delle forniture legati all’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Il Brent è sceso intorno agli 87 dollari al barile, mentre il WTI si è attestato poco sopra gli 83 dollari. La volatilità resta elevata: solo due giorni prima, il WTI aveva superato i 119 dollari, il livello più alto dal 2022, prima di crollare dell’11% dopo le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump su una possibile rapida conclusione della guerra.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita alcune fonti, il piano dell’AIE supererebbe i 182 milioni di barili rilasciati nel 2022 in seguito al conflitto Ucraina-Russia. Un intervento di tale portata contribuirebbe ad attenuare l’impatto delle interruzioni delle esportazioni dal Golfo, almeno in parte, stimate in oltre 15 milioni di barili al giorno.
Nel frattempo, la situazione militare nel Golfo continua a peggiorare. Gli Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi aerei particolarmente intensi contro obiettivi iraniani, mentre la marina americana ha distrutto diverse imbarcazioni posamine vicino allo Stretto di Hormuz.
Le tensioni stanno già avendo ripercussioni sulle infrastrutture energetiche regionali: ADNOC ha fermato la raffineria di Ruwais dopo un incendio provocato da un attacco con droni. Anche l’Arabia Saudita, il maggiore esportatore di petrolio al mondo, sta cercando di aumentare le esportazioni attraverso il Mar Rosso, ma i volumi restano insufficienti per compensare il calo delle forniture dal Golfo.
Negli Stati Uniti, la domanda interna rimane sostenuta: le scorte di greggio, benzina e distillati sono diminuite nell’ultima settimana, secondo i dati dell'American Petroleum Institute, segnalando un mercato ancora teso nonostante la volatilità globale.
(Foto: © Aleksandr Prokopenko / 123RF)