(Teleborsa) -

Il prezzo del petrolio torna a salire con forza sui mercati internazionali: il Brent avanza del 4% a 106,34 dollari al barile e il WTI americano guadagna il 3,7% a 93,66 dollari. La volatilità rimane elevata, alimentata da segnali contraddittori sulle prospettive di un cessate il fuoco in Iran.

Teheran sta valutando una proposta americana per porre fine alle ostilità, ma ha già respinto un piano in 15 punti presentato da Washington - che includeva limitazioni ai programmi nucleare e missilistico - avanzando le proprie condizioni: garanzie di sicurezza, risarcimento dei danni e riconoscimento dell'autorità iraniana sullo Stretto di Hormuz. Le autorità iraniane continuano a smentire l'esistenza di negoziati diretti con Washington, mentre proseguono gli attacchi contro Israele e gli stati arabi del Golfo. Il vicepresidente JD Vance potrebbe recarsi in Pakistan nel fine settimana per colloqui sul dossier.

Al cuore della crisi c'è lo Stretto di Hormuz, canale attraverso cui transita circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio. La minaccia di attacchi iraniani ha di fatto bloccato il traffico dei tanker, costringendo operatori come Saudi Aramco a riorientare le forniture verso l'Asia attraverso il gasdotto di Yanbu sul Mar Rosso, con capacità ben inferiore ai volumi pre-conflitto. Anche il gas europeo risente della crisi: il TTF resta oltre il 60% sopra i livelli pre-guerra, con le scorte europee sotto il 30% alla vigilia della stagione di riempimento.

Negli Stati Uniti le scorte di greggio sono cresciute per il quinto settimane consecutivo, raggiungendo 456,2 milioni di barili, il livello più alto da giugno 2024.

Il conflitto sta ridisegnando anche la percezione del petrolio sui mercati finanziari. Rick de los Reyes, Sector Portfolio Manager di T. Rowe Price, ha commentato: "Il petrolio non è più solo una materia prima: sta diventando una risorsa strategica. Un approvvigionamento energetico sicuro sta iniziando ad apparire come una sorta di assicurazione per l'economia globale. Ecco perché il petrolio sta assumendo alcune delle caratteristiche dell'oro: non come riserva di valore, ma come elemento di sostegno alla stabilità. Quando i prezzi salgono, l'effetto non rimane confinato al mercato energetico, ma si ripercuote direttamente sull'inflazione, sulle aspettative di crescita e sui costi quotidiani."



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