(Teleborsa) - Il consiglio di amministrazione di Ferretti, multinazionale italiana attiva nel settore della cantieristica navale quotata su Euronext Milan e sull'Hong Kong Stock Exchange, ha approvato a maggioranza, con l'astensione dell'AD Alberto Galassi e il voto contrario di Piero Ferrari e Stefano Domenicali, l'aggiornamento del comunicato dell'emittente a seguito del corrispettivo aggiornato.

Il comunicato dell'emittente riguarda l'offerta pubblica di acquisto (OPA) parziale promossa da KKCG Maritime (dell'imprenditore ceco Karel Komarek). KKCG Maritime, che attualmente detiene il 14,5% di Ferretti, mira a raddoppiare la propria partecipazione e a promuovere cambiamenti all'interno del CdA, nominato dall'azionista di controllo cinese Weichai. La scorsa settimana KKCG ha innalzato la propria offerta da 3,50 a 3,90 euro per azione, precisando che non avrebbe ulteriormente aumentato la proposta. Le azioni Ferretti hanno chiuso ieri a 4,10 euro, mostrando un rialzo di circa il 13% da quando KKCG ha lanciato l'offerta a gennaio.

Ferretti ha anche precisato che l'Independent Board Committee ha approvato (con divergenza di opinioni tra i membri, e specificatamente Piero Ferrari e Stefano Domenicali dissentono e non concordano con il parere dell'Independent Financial Adviser e raccomandano pertanto agli Azionisti Indipendenti di aderire l'Offerta), la "Letter from the Independent Board Committee" ai sensi del HK Takeover Code. In particolare, Hao Qinggui, Jiang Lan (Lansi), Jin Zhao, Patrick Sun e Zhu Yi concordano con il parere dell'Independent Financial Adviser e raccomandano pertanto agli azionisti indipendenti di non aderire l'offerta, mentre Piero Ferrari e Stefano Domenicali dissentono e non concordano con il parere dell'Independent Financial Adviser e raccomandano pertanto agli azionisti indipendenti di aderire all'offerta.

All'esito della riunione, il CdA a maggioranza, con l'astensione di Alberto Galassi e il voto contrario di Piero Ferrari e Stefano Domenicali ha, quindi, ritenuto il corrispettivo aggiornato, da un punto di vista finanziario, "non congruo" e l'offerta "non equa e non ragionevole" per gli azionisti indipendenti.