(Teleborsa) - UBS ha confermato la sua posizione rialzista sull'oro nonostante le recenti pressioni al ribasso. La banca d'investimento ha infatti previsto nuovi massimi nel corso del 2026 con un prezzo medio di 5.000 dollari l'oncia, rivisto leggermente al ribasso (-4%) dalla precedente indicazione di 5.200 dollari per tenere conto del calo dai massimi storici di fine gennaio. Le previsioni per il 2027 e il 2028 rimangono invariate rispettivamente a 4.800 e 4.250 dollari.
Le quotazioni dell'oro spot sono scese a 4.676,28 dollari l'oncia (-1,72%), con i futures a giugno a 4,702.70 dollari l'oncia (-2,29%).
Secondo UBS le recenti pressioni al ribasso legate ai timori inflazionistici, all'attesa di rialzi dei tassi e a un dollaro più forte possono essere considerato come un'opportunità di acquisto, indicando 4.000 dollari come livello di ingresso interessante. "Il rischio che l'oro prolunghi la sua corsa al rialzo per un altro paio d'anni è in aumento", ha scritto lo strategist Joni Teves, aggiungendo che "una crescita più debole che innesca stimoli fiscali e/o monetari presenta rischi al rialzo."
UBS ha segnalato inoltre che le posizioni speculative sono state già liquidate e i deflussi dagli ETF sono stati contenuti, lasciando spazio per nuovi ingressi, mentre gli ETF sull'oro in Cina continuano a registrare afflussi netti.
Più cauta la view sull'argento, con il target 2026 rivisto da 105 a 91,9 dollari: il ruolo industriale del metallo lo rende vulnerabile a un eventuale rallentamento della crescita globale. Difficoltà analoghe per platino e palladio, che potrebbero però trovare supporto da preoccupazioni sull'offerta sudafricana in caso di escalation delle tensioni mediorientali.