(Teleborsa) - La crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz rischia di scaricare un conto da 2 miliardi di euro sui settori primari italiani nel 2026. È la stima del Centro studi di Unimpresa, che analizza l'impatto del rincaro dei carburanti su agricoltura e pesca, considerando sia gli effetti diretti sui costi energetici sia quelli indiretti sull'intera filiera produttiva.
Il comparto agricolo registra l'aggravio più pesante. Il prezzo del gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,45 euro al litro (+71%), con un extra-costo diretto vicino ai 720 milioni di euro annui considerando consumi stimati in 1,2 miliardi di litri. Per una piccola azienda da 50 ettari l'aumento vale circa 1.800 euro mensili; per una media da 150 ettari sale a 4.800 euro; per i contoterzisti agromeccanici nei picchi stagionali si superano i 36.000 euro al mese. A questi costi si somma il rincaro dei fertilizzanti: l'urea è salita da 585 a 835 euro per tonnellata (+43%), spingendo gli incrementi dei costi di produzione in alcune filiere oltre il 30-40%.
Nel settore ittico il gasolio nautico è passato da 0,75 a 1,12 euro al litro (+49%), con picchi potenziali fino a 1,45 euro in caso di nuova escalation. Per una piccola imbarcazione l'extra-costo mensile è stimato in 1.480 euro; per una media unità in 5.920 euro; per una grande imbarcazione da strascico fino a 14.800 euro mensili. La situazione è particolarmente critica perché il carburante rappresenta già circa il 45% dei costi operativi totali del settore, con margini ridottissimi per trasferire gli aumenti sui prezzi finali a causa della concorrenza delle importazioni estere. Per alcune marinerie il rischio concreto è il fermo tecnico anticipato delle attività.
L'effetto inflattivo complessivo sui prezzi alimentari al dettaglio (ortofrutta, pesce fresco, prodotti trasformati) potrebbe collocarsi tra l'1% e il 3% nei prossimi mesi.
Il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi ha dichiarato: "L'aumento dei costi energetici che sta colpendo pesca e agricoltura merita grande attenzione, perché riguarda due comparti strategici non solo dal punto di vista economico, ma anche per la sicurezza alimentare e la tenuta delle filiere produttive nazionali. Qualora le tensioni internazionali dovessero protrarsi, sarà necessario valutare ulteriori strumenti di sostegno".
Crisi Hormuz, Unimpresa: stangata da 2 miliardi su pesca e agricoltura italiane
13 aprile 2026 - 15.27