(Teleborsa) - "L'Unione Europea rischia di non raggiungere l'obiettivo di un'Europa senza fumo entro il 2040 se le decisioni politiche dovessero prevalere sulle evidenze scientifiche". È quanto ha commentato British American Tobacco (BAT) in risposta alla pubblicazione del Report della Commissione Europea sull'attuale legislazione UE in materia di tabacco e nicotina.
"Il rapporto della Commissione, pubblicato recentemente, – ha affermato BAT – rivela che già alla fine dell'anno scorso, la bozza di progetto aveva ricevuto un parere negativo dal Comitato di controllo normativo della Commissione stessa. Il report riconosce di non aver potuto distinguere chiaramente il contributo di specifiche misure politiche, ammettendo una valutazione non completa dell'impatto di 'fattori esterni'– come le preferenze dei consumatori adulti o la disponibilità di alternative senza combustione – sui tassi di fumo. Secondo le linee guida della Commissione stessa sul miglioramento della regolamentazione, queste valutazioni dovrebbero seguire un rigoroso processo basato su evidenze concrete in cui «sono i dati a guidare le decisioni politiche, e non il contrario». Eppure, dopo quattro anni di lavoro, il processo sembra essersi allontanato notevolmente da questo standard, senza riflettere pienamente l'approccio trasparente, inclusivo e basato sulle evidenze scientifiche che la Commissione aveva più volte promesso".
LE SEI PRINCIPALI PREOCCUPAZIONI DI BAT DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL REPORT
Un processo di valutazione viziato da bias. La consultazione degli stakeholder ha dato maggiore spazio alle opinioni rispetto alle evidenze, mostrando una ricettività limitata verso le istanze dei consumatori adulti di nicotina, delle comunità rurali, delle Piccole e Medie Imprese, delle organizzazioni imprenditoriali e dei membri del Parlamento europeo.Nonostante ciò, la Commissione sostiene che il report sia supportato da una "ampia e rappresentativa" serie di evidenze.
I divieti non funzionano. In tutta l'UE, i divieti e le pesanti restrizioni sui prodotti senza fumo non hanno eliminato la domanda. Al contrario, spingono i consumatori adulti verso mercati illegali che non prevedono controlli sull'età, standard di sicurezza o imposte. Nei Paesi Bassi, per esempio, lo svapo tra i minorenni è aumentato del 15% tra il 2023 e il 2025 dopo il divieto sui liquidi aromatizzati. L'Istituto Fraunhofer stima che circa il 50% del mercato dello svapo nell'UE sia ora illegale o non conforme.
La Commissione non adotta pienamente un approccio basato sulle evidenze scientifiche. L'analisi di DG SANTE si fonda su un insieme di evidenze limitato e selettivo, non fornisce una valutazione adeguata dei prodotti senza combustione rispetto alle sigarette tradizionali e riprende affermazioni oggetto di ampia discussione nella comunità scientifica. Il rapporto considera lo svapo una porta d'accesso al fumo, nonostante le prove evidenti che un numero record di fumatori adulti sia passato dalle sigarette tradizionali ai prodotti senza combustione.
Prove selettive e conclusioni predeterminate. Il report cita i dati Eurobarometro sui fumatori adulti che passano ai prodotti senza fumo, ma non include questi stessi prodotti tra le ragioni elencate per il cambiamento dei comportamenti. Questo indica un impiego selettivo delle prove, con un utilizzo dei dati che tende a privilegiare una specifica linea interpretativa.
L'organismo di vigilanza interno alla Commissione ha espresso rilievi critici sulla valutazione. L'organismo di vigilanza della Commissione Europea, il Regulatory Scrutiny Board (Comitato per il controllo normativo), ha espresso un parere critico sul rapporto: un segnale che non soddisfa gli standard essenziali della "Better Regulation". Nonostante i tentativi di risolvere i problemi individuati dal Comitato, permangono fattori chiave irrisolti che influenzano i tassi di fumo, come le preferenze dei consumatori adulti e la disponibilità di prodotti alternativi alla nicotina. Di conseguenza, nella sua forma attuale, la valutazione non fornisce una base sufficientemente solida per sostenere nuove regolamentazioni di ampia portata senza significative revisioni.
Una questione cruciale rimane senza risposta. Le criticità derivano da un'applicazione errata delle norme da parte degli Stati membri o da una loro insufficiente attività di enforcement? Questa mancanza di chiarezza rende l'intero quadro incerto. Il report dovrebbe chiarire se i problemi reali derivino dal modo in cui i Paesi hanno recepito le norme UE o da come ne hanno garantito il rispetto. Senza questo distinguo, è impossibile individuare il motivo per cui il quadro normativo non stia producendo i risultati previsti. I dati Eurobarometro mostrano che i Paesi che hanno saputo combinare una regolamentazione intelligente dei prodotti senza fumo a norme rigorose sulle sigarette — come Svezia, Repubblica Ceca e Grecia — hanno ridotto il tasso di fumatori molto più rapidamente rispetto al resto dell'UE. In tutto il blocco, la prevalenza dei fumatori si attesta ancora al 24%, con un calo di soli due punti percentuali dall'introduzione dell'attuale TPD nel 2014.
"Per raggiungere l'obiettivo di un'UE senza fumo entro il 2040 – ha dichiarato Fabio de Petris, Vice President EU External Affairs di BAT – sarà necessaria una regolamentazione intelligente dei prodotti a base di nicotina senza combustione. Un approccio maggiormente allineato alle evidenze scientifiche disponibili avrebbe riconosciuto l'ampio corpus di dati secondo cui questi prodotti presentano un profilo di rischio ridotto rispetto alle sigarette, tanto che milioni di fumatori adulti sono passati al loro utilizzo. Invece di ridurre la domanda, molte normative si sono dimostrate inapplicabili e stanno spingendo i consumatori verso mercati illegali gestiti dalla criminalità, privi di controlli sull'età, standard di sicurezza o tassazione. La Commissione non ha valutato adeguatamente questo aspetto. Il report solleva seri dubbi sul fatto che si stiano seguendo le evidenze o se si stia semplicemente giustificando un'agenda predefinita che rallenterà i progressi verso un'UE libera dal fumo".
"BAT – conclude la nota – resta impegnata nella sua visione A Better Tomorrow e di un mondo senza fumo. L'azienda ritiene che una regolamentazione intelligente dei prodotti da svapo, delle bustine di nicotina per uso orale e dei prodotti a tabacco riscaldato possa offrire valide alternative ai consumatori adulti, favorendo la transizione verso categorie a potenziale rischio ridotto e mantenendo al contempo la supervisione delle autorità su un mercato che genera oltre 107 miliardi di euro di entrate fiscali all'anno e sostiene quasi 1,45 milioni di posti di lavoro".
Normativa Ue sul tabacco, BAT: "A rischio obiettivo di un'Europa senza fumo entro il 2040"
14 aprile 2026 - 14.13