(Teleborsa) - Resta in stallo la situazione in Medioriente, con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso al traffico ed i negoziatori del Pakistan che proseguono il lavoro di mediazione diplomatica per giungere ad un secondo round fidi negoziati fra USA ed Iran, che consenta di prolungare la tregua in scadenza il prossimo 22 aprile e di giungere al faticoso accorso di pace, dopo i falliti tentativi dello scorso weekend.

Frattanto, Stati Uniti ed Iran starebbero valutando una estensione di altre due settimane della tregua in scadenza il prossimo 22 aprile, anche se la notizia, riportata da più fonti della stampa estera, non ha trovato conferma da fonti ufficiali della Casa Bianca. Secondo Bloomberg, fonti vicinie ai negoziati avrebbero confermato che le parti stanno valutando un'estensione di due settimane del cessate il fuoco per concedere più tempo ai negoziati per un accordo di pace.

Una conferma arriva dal Guardian, secondo cui USA ed Iran starebbero intrattenendo trattative mediate per estendere il cessate il fuoco, anche se la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt non avrebbe confermato che gli Stati Uniti hanno "formalmente" richiesto un'estensione della tregua, pur essendo "molto impegnati in questi negoziati".

Leavitt ha poi aggiunto che un secondo round di negoziati potrebbe tenersi "molto probabilmente" a Islamabad e che la Casa Bianca è "fiduciosa sulle prospettive di un accordo". A dispetto dell'ottimismo che trapela dal fronte statunitense, Teheran ha ribadito che la fine degli attacchi di Israele contro il Libano sono una precondizione per un nuovo ciclo di negoziati. Dal canto suo, Israele ha definito i suoi colloqui con il governo libanese a Washington "un'opportunità storica" ??per porre fine al controllo di Hezbollah sul Libano, anche se Netanyahu ha affermato di non essersi impegnato a un cessate il fuoco.

Nel frattempo, resta in piedi il blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo che gli Stati Uniti hanno istituito un blocco navale per i porti iraniani e Teheran è tornato a chiudere la navigazione alla maggior parte del traffico marittimo. E proprio il prolungamento del blocco, secondo fonti iraniane, costituisce un'altra delle condizioni per la violazione del cessate il fuoco.

Nonostante ciò, i mercati sembrano ora più ottimisti circa un potenziale accordo di pace. Lo dimostra l'andamento buono dei mercati azionari, così come l'andamento del petrolio, che si conferma al di sotto dei 100 dollari: il Brent viaggia a 96,26 dolalri al barile, pur in rialzo dell'1,4%, mentre il WTI scambia a 92,32 USD in rialzo dell'1,17%. Wall Street ieri ha chiuso positiva, con il Nasdaq in vantaggio dell'1,4% e lo S&P500 dello 0,8%. Più cautela stamattina fra le borse europee, con Francoforte che sale dello 0,27%, Londra dello 0,20% e Milano dello 0,16%.