(Teleborsa) - Redditività in crescita e divari strutturali persistenti fra Nord e Sud Italia. E' quanto emerge in estrema sintesi dall'Osservatorio Italiano delle Partecipate Pubbliche, che ha coperto quasi il 30% delle società partecipate dallo stato o dagli Enti locali operanti in tre specifici settore: TPL, Waste urbano e sistema fieristico.
"Le società a partecipazione pubblica rappresentano un presidio essenziale per l’erogazione di servizi strategici e per la tenuta economica e sociale dei territori", sottolineano Ivo Allegro e Melina Nappi membri del Comitato Tecnico Scientifico dell'Osservatorio nel presentare i risultati del 2025.
TPL: partecipate rivestono ruolo centrale per tenuta economica
Il trasporto pubblico locale (TPL) si conferma un’infrastruttura cruciale che vale circa 12 miliardi di euro, impiega oltre 115 mila addetti e trasporta più di 5 miliardi di passeggeri l’anno (stima 2023-24). La domanda non ha ancora recuperato i livelli pre-Covid e si consolida una mobilità di prossimità, con più viaggi ma percorrenze ridotte. Nonostante gli ampi investimenti del PNRR (8 miliardi di euro) persiste un gap infrastrutturale con l'UE, soprattutto sulle metropolitane. La tenuta economica poggia su un Fondo Nazionale Trasporti di oltre 5,1 miliardi (2024). Di qui il "ruolo centrale delle partecipate nella tenuta economica del TPL".
Per questo settore, la sfida è trasformare risorse e investimenti in risultati misurabili, ancorando contratti e finanziamenti a KPI di performance ed ESG.
Per il TPL, le partecipate pubbliche restano lo zoccolo industriale, pur essendo minoritarie per numero, arrivando a coprire circa il 67% del valore della produzione complessivo del comparto. Il campione di società a partecipazione pubblica sviluppa 4,87 miliardi di euro di valore della produzione nel 2024, ma con una distribuzione geografica marcata: il Nord pesa il 57%, il Sud e Isole il 32% il Centro il 10%. Anche sul piano della produttività emergono differenze nette. l’indice di rendimento dei dipendenti (valore della produzione/costo del lavoro) risulta significativamente più elevato al Nord, più contenuto nel Centro e strutturalmente basso nel Sud e Isole.
Il triennio 2022–2024 conferma inoltre una dinamica positiva dei ricavi del campione (da 4,60 a 4,87 miliardi) e un rafforzamento della marginalità con EBITDA medio in crescita da 4,4 a 6,6 milioni e rapporto EBITDA/Vendite in aumento dal 10,8% al 14,6%.
Rifiuti e igiene urbana: differenze marcate per redditività e geografie
Nel waste urbano, le partecipate locali confermano un ruolo centrale sia sul piano economico sia su quello occupazionale. Anche a livello geografico persistono differenze marcate: il Nord concentra la quota più ampia (45%), seguito dal Centro (37%), e infine dal Sud (18%). Le divergenze emergono anche sul fronte della redditività operativa: il rapporto EBITDA/Vendite è più elevato al Nord (9,84%), contro valori più contenuti nel Sud (6,16%) e nel Centro (5,73%), a fronte di una media del campione pari a 7,58%.
Nel complesso, l’analisi conferma che nel waste urbano le partecipate pubbliche rappresentano un asse portante della tenuta economica e operativa del servizio, ma anche che la geografia delle performance resta diseguale.
Il campione analizzato dall’Osservatorio esprime 4,45 miliardi di euro di valore della produzione – circa un terzo del giro d’affari complessivo del servizio rifiuti urbani – e 321 milioni di EBITDA, con oltre 34 mila addetti, a testimonianza di un peso industriale non marginale.
Sistemi fieristici: valore economico, sostenibilità degli spazi e sviluppo dei territori
Il sistema fieristico si conferma un’infrastruttura di politica industriale e territoriale: 4.285 imprese, oltre 16.800 addetti e circa 4 miliardi di valore della produzione, con la mappa degli eventi di rango internazionale concentrata nel Nord. All’interno di questo perimetro, il campione dell’Osservatorio evidenzia che poche società partecipate pubbliche generano una quota significativa del valore complessivo (circa 555,5 milioni, circa il 14%), con baricentro settentrionale sul piano economico-organizzativo e presidio più sottile nel Centro-Mezzogiorno.
"Oltre alla dimensione economica, i sistemi fieristici - spiegano Allegro e Nappi - attivano sviluppo locale: generano indotto turistico e ricettivo, rafforzano l’attrattività urbana, sostengono l’internazionalizzazione delle imprese e contribuiscono al posizionamento competitivo delle città nei circuiti globali".
In questo quadro, il presidio pubblico, pur minoritario in termini di numerosità, è strategico perché concentra massa critica, abilita partenariati pubblico-privati e orienta le scelte di investimento in una logica di medio-lungo periodo. La sostenibilità dei sistemi fieristici si gioca su due piani: efficienza economica e spaziale e contributo allo sviluppo equilibrato dei territori, riducendo i divari e rafforzando il legame tra infrastrutture espositive, città e sistemi produttivi locali.
Partecipate pubbliche, redditività in crescita e marcate differenze territoriali
L'Osservatorio ha analizzato le società operanti nel TPL nel waste urbano e nel settore fieristico
17 aprile 2026 - 14.20