(Teleborsa) - Il Documento di finanza pubblica presentato dal governo presenta un quadro "improntato al realismo e alla prudenza, motivato dall'elevata incertezza del panorama geopolitico internazionale e dalle ripercussioni dei conflitti in Medio Oriente". È il giudizio espresso in audizione alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato dalla Corte dei Conti.

Sul piano macroeconomico, le stime di crescita del PIL reale per il 2026 sono state riviste allo 0,6%, in lieve calo rispetto allo 0,7% del DPFP di ottobre, "con una lieve correzione al ribasso" che si estende anche al 2027 prima di risalire allo 0,8% nel biennio 2028-2029. "Tale traiettoria, che incorpora l’impulso degli investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), proietta un aumento cumulato del prodotto interno lordo di 2,8 punti percentuali nel periodo considerato, posizionandosi tra la mediana e il limite superiore delle valutazioni del panel UPB", ha evidenziato la Corte dei Conti.

La Corte ha comunque segnalato un "possibile scenario di rischio" in cui permanga "una situazione altamente conflittuale, con un'evoluzione più avversa e un ritorno molto più lento a condizioni distese delle principali variabili internazionali": in quel caso l'impatto sulla crescita rispetto allo scenario base sarebbe di "-0,2 punti percentuali quest'anno, di -0,8 punti il prossimo e di -0,1 punti nel 2028".

Sul fronte dei conti pubblici, il deficit 2025 si conferma al 3,1% del PIL, un decimo sopra le attese del DPFP per via dei crediti d'imposta edilizi, ma "comunque inferiore alla stima del 3,3 per cento contenuta nel PSB, a testimonianza di un rientro dei conti più accelerato del previsto".

La Corte ha avvertito che la "restrizione dei margini di bilancio comporta una rigorosa definizione delle priorità di spesa", con "una sempre maggiore attenzione alla valutazione costo-efficacia che deve orientare l'azione del Governo nella definizione delle misure da attuare". Ha anche precisato che "la necessità di rispettare i parametri europei lascia spazi fiscali ridotti", rendendo urgente "sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese" in caso di peggioramento del quadro. Sul mercato del lavoro la Corte registra "una sostanziale tenuta": il tasso di disoccupazione è atteso al 5,5%, anche se "gli effetti del nuovo shock energetico evidenziano indicatori ciclici in indebolimento e un calo della fiducia di famiglie e imprese."

In chiusura, la Corte ha richiamato l'urgenza di accelerare la spesa PNRR "al fine di garantirne l'obiettivo principale volto alla modernizzazione del paese" e di avviare "una nuova stagione programmatoria" sugli investimenti infrastrutturali, "orientata a scelte di policy in grado di rafforzare l'efficacia della spesa per investimenti", in vista del progressivo esaurimento delle risorse del Piano.