(Teleborsa) - Il Presidente americano Donald Trump boccia l'ennesima controproposta di pace di Teheran, che punta alla fine della guerra su tutti in fronti, in particolare in Libano, lasciando in secondo piano la questione del nucleare. Una proposta che il leader statunitense ha liquidato, tornando ad accusare l'Iran del fallimento delle trattative e minacciando nuove azioni militari.
La controproposta dell'Iran, scrivono i media iraniani, si concentra sulla "fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in Libano", chiedendo agli USA anche "il pagamento dei danni di guerra" ed "il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz; la revoca delle sanzioni americane e il rilascio degli asset iraniani congelati dagli USA".
Stando al Wall Street Journal, che cita fonti ben informate, la proposta di Teheran farebbe anche "concessioni significative" riguardo alle attività legate all'arricchimento dell'uranio. Il piano, aggiunge il quotidiano finanziario statunitense, prevedrebbe lo stop alle attività di arricchimento dell'uranio, anche se per un periodo più breve dei vent'anni richiesti dagli USA, escludendo il totale smantellamento degli impianti nucleare. Inoltre, Teheran avrebbe acconsentito alla riduzione delle scorte di uranio altamente arricchito, da ricollocare presso un Paese terzo, non negli Stati Uniti, chiedendo anche garanzie per la restituzione delle scorte nel caso in cui le trattative dovessero fallire. Le trattative sul nucleare comunque dovrebbero partire nei 30 giorni successivi alla fine delle operazioni militari.
"Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'Rappresentanti' dell'Iran. Non mi piace, totalmente inaccettabile!", ha replicato Trump sul social Truth la scorsa notte, aggiungendo "l'Iran ha giocato con gli Stati Uniti e con il resto del mondo per 47 anni (posticipare, posticipare, posticipare!), e poi finalmente ha fatto centro quando Barack Hussein Obama è diventato Presidente. Non solo e' stato buono con loro, è stato fantastico, schierandosi dalla loro parte, abbandonando Israele e tutti gli altri alleati, e dando all'Iran una nuova, importantissima opportunità. Centinaia di miliardi di dollari, e 1,7 miliardi di dollari in contanti, sono arrivati ??a Teheran e sono stati serviti su un piatto d'argento". Il Presidente ha poi avvertito che, se i negoziati dovessero fallire definitivamente, gli Stati Uniti riprenderebbero i bombardamenti con un'intensità molto superiore rispetto all'operazione battezzata "Epic Fury".
La nuova escalation di tensioni in Medioriente, dopo l'ennesimo fallimento delle trattative mediate dal Pakistan, ha avuto immediati effetti sui mercati. Durante le contrattazioni asiatiche, il prezzi del petrolio è balzato di quasi il 5% per poi ridimensionare leggermente. I future sul Brent avanzano del 4,2% a 105,55 dollari al barile, mentre i future sul greggio statunitense West Texas Intermediate crescono del 4% a 99,26 dollari al barile.