(Teleborsa) - Sono 1.300 i cantieri attivi ogni giorno sulla rete ferroviaria italiana, tra grandi opere, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e aggiornamenti tecnologici, per un totale di 11,6 miliardi di euro di investimenti nel 2025. Per Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) si tratta del livello più alto mai registrato, raggiunto grazie all'operatività del PNRR e all'accelerazione impressa ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete.
I dati sono stati illustrati dall'amministratore delegato di RFI, Aldo Isi, intervenuto alla Camera dei Deputati alla presentazione della relazione al Parlamento sull'attività del CIPESS. Nel suo intervento Isi ha sottolineato come "oggi più che mai il tema non sia solo decidere dove investire, ma realizzare nei tempi previsti e con qualità una mole di interventi senza precedenti". Per il 2026, ha spiegato, sono attivi quotidianamente circa 1.300 cantieri sulla rete ferroviaria nazionale, di cui 700 dedicati a nuove opere e 600 a interventi di manutenzione. "Questo significa lavorare contemporaneamente su sviluppo e continuità del servizio. Costruire il futuro senza fermare il presente", ha detto Isi, evidenziando una complessità "senza precedenti" sul piano industriale, organizzativo e tecnologico.
Nel dettaglio, sulla rete ferroviaria nazionale sono previste circa 272 mila interruzioni programmate annue necessarie a consentire l'avanzamento dei lavori. Il volume degli investimenti di RFI è cresciuto del 49% rispetto al 2023, mentre le interruzioni gestite sono aumentate di circa il 115%, principalmente per sostenere gli interventi legati al PNRR. Del totale degli investimenti, il 37% è destinato alla manutenzione e al miglioramento della resilienza dell'infrastruttura, mentre il 63% finanzia grandi opere strategiche.
Nel corso dell'incontro, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, l'AD di RFI ha ricordato che il Gruppo FS genera oggi oltre 17 miliardi di euro di ricavi ed è tornato a un risultato netto positivo "anche in una fase di forte accelerazione industriale". Nel 2025 il Gruppo ha realizzato investimenti per 18,3 miliardi di euro, "il livello più alto nella storia di FS", con una capacità di sostenere investimenti nell'ordine dei 20 miliardi annui, mantenendo equilibrio finanziario e capacità di generazione di cassa. Il Piano Strategico del Gruppo vale complessivamente 100 miliardi di euro e prevede entro il 2029 il superamento dei 20 miliardi di fatturato e 500 milioni di utile netto.
Isi ha inoltre evidenziato l'impatto economico degli investimenti ferroviari: gli interventi realizzati da RFI nel 2025, pari a 11,6 miliardi di euro, hanno generato un indotto di 20,5 miliardi sul valore della produzione e di 8,6 miliardi sul PIL, con 112mila occupati coinvolti nelle filiere. "Le infrastrutture possono diventare uno strumento di crescita economica, coesione territoriale e riequilibrio tra Nord e Sud", ha sottolineato. L'AD di RFI ha ricordato anche che il Gruppo FS è il principale soggetto attuatore degli investimenti ferroviari legati al PNRR, con circa 25 miliardi di interventi complessivi, di cui 18 miliardi già investiti fino a febbraio 2026.