"Questo è il momento decisivo, nel quale bisogna dare il massimo e spingere il più possibile sull'acceleratore. Il traguardo è in vista", ha concluso.
Sul lavoro svolto, la presidente ha sottolineato la revisione del Piano in accordo con Bruxelles: "Dialogando con la Commissione europea abbiamo rivisto gli obiettivi, corretto le criticità, integrato il Piano con il REPowerEU, cioè con gli investimenti sulla sicurezza energetica. Ed è nato così il nuovo PNRR italiano, un piano più coerente, più capace di rispondere ai bisogni concreti dei cittadini, delle famiglie e delle imprese".
Un quadro molto diverso emerge dall'analisi del Financial Times, che ha dipinto l'Italia come il maggiore beneficiario del Recovery Fund europeo – con 194 miliardi di euro – ma con risultati macroeconomici deludenti: PIL cresciuto solo dello 0,5% nel 2025, tra i più bassi d'Europa, e debito/PIL salito oltre il 137%, in rotta per superare quello greco entro quest'anno. "Alla fine dei conti, ci troviamo in una situazione in cui abbiamo un debito più alto e ci sono stati pochissimi progressi su riforme serie", ha dichiarato al FT l'economista Tito Boeri. "Non abbiamo migliorato il potenziale di crescita. E dato che abbiamo già un debito elevato, questo è un grande problema", ha aggiunto
Sul piano delle revisioni, il quotidiano ha rilevato che circa il 70% degli obiettivi originali è stato modificato almeno una volta. "Il piano che viene attuato oggi è qualcosa di completamente diverso da quello emesso nel 2021", ha dichiarato Stefano Firpo, ex funzionario che aiutò a redigere il PNRR originale. "In molti di questi progetti, quando si chiede dove siano stati investiti i soldi, la risposta è piuttosto vaga". Marco Leonardi, ex consigliere economico di Draghi, ha aggiunto: "La Commissione europea è stata indulgente sotto molti aspetti. Non ha esercitato controlli severi." E sul tema della trasparenza: "Il governo non è trasparente su come abbiamo speso i soldi, o su quanti ne siano rimasti."