(Teleborsa) - Secondo le stime finali dell'Istat, l'istituto italiano di statistica, a maggio 2026 l’inflazione sale a +3,2% su base annua (da +2,7% di aprile), confermando la stima preliminare. L’accelerazione, spiega Istat, risente essenzialmente delle tensioni sui prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,5%), degli Energetici regolamentati (da +5,3% a +5,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +3,0%).
Un effetto di freno alla dinamica dell’inflazione si deve invece ai prezzi dei Beni alimentari, la cui decelerazione si riflette anche sulla dinamica dei prezzi del “carrello della spesa” (da +2,3% a +1,9%).
L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accentua il suo ritmo di crescita (da +1,6% a +1,7%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,1%).
L’inflazione acquisita per il 2026, a maggio, è pari a +2,6% per l’indice generale e a +1,5% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) evidenzia una variazione pari a +0,3% su base mensile e a +3,2% su base annua (da +2,8% del mese precedente); la stima preliminare era +3,3%.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale di +3,0%.
Istat, a maggio l'inflazione si conferma in accelerazione al 3,2% spinta dai prezzi dell'energia
Carrello della spesa più leggero ma sale l’inflazione di fondo
16 giugno 2026 - 10.29