(Teleborsa) - In una delle aree più multiculturali della Capitale, il cinema diventa un linguaggio condiviso capace di unire comunità, culture e generazioni. Dal 10 al 16 luglio il Parco Giordano Sangalli di Tor Pignattara ospita la XIV edizione di Karawan – Festa di Cinema, Commedie e Culture, il festival internazionale ideato e organizzato da Bianco e Nero APS che, attraverso la commedia, racconta le trasformazioni della società contemporanea e promuove inclusione, partecipazione e cittadinanza attiva.
Il tema scelto per il 2026, #StandTogether, è una dichiarazione di intenti: in un contesto internazionale segnato da tensioni e divisioni, Karawan sceglie di mettere al centro il valore dello stare insieme, della convivenza e dell'incontro tra persone provenienti da esperienze e culture differenti. Il festival propone film provenienti da alcuni dei contesti più dinamici della cinematografia internazionale, tutti presentati in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese, trasformando il pubblico in una comunità che attraversa confini geografici e linguistici senza muoversi dalla città.
Tra le opere in concorso figurano Delupi del regista bangladese Mohammad Touqir Islam, presentato in anteprima italiana dopo il debutto all'International Film Festival Rotterdam; Extrawurst di Marcus H. Rosenmüller, brillante commedia sull'identità e sulla convivenza multiculturale; Flower Girl di Fatrick Tabada, racconto queer che affronta con ironia identità e pregiudizi; Ghost School di Seemab Gul, favola di formazione sul diritto all'istruzione e sull'emancipazione femminile; Porte Bagage di Abdelkarim El-Fassi, road movie familiare sulle tracce delle proprie radici; e The Snowball on a Sunny Day di Philip Yung, commedia familiare dedicata ai sogni, ai desideri e ai legami generazionali. Accanto ai lungometraggi internazionali torna anche il Concorso Nazionale Cortometraggi con Esagerata di Giuseppe Cacace e Daniele Stocchi, Fick Mich! di Fabiana Russo, Giallo limone di Olga Sargenti, Il mio amico Karl di Nikola Brunelli, Odio i cavalli di Chiara Zilioli e Tamago dei fratelli Benjamin, Orso e Peter Miyakawa.
Il progetto si distingue per una visione che va oltre la semplice programmazione cinematografica. Le opere selezionate affrontano temi come identità, libertà di espressione, diritto all'istruzione, empowerment femminile, trasformazioni sociali e nuove forme di appartenenza, mostrando come il cinema possa diventare uno strumento di comprensione reciproca e di costruzione di una cittadinanza più inclusiva.
Uno degli aspetti più originali della manifestazione è il Premio Nuove Cittadinanze, nato dal progetto didattico "Impariamo l'Italiano con il Cinema", che durante l'anno coinvolge studenti dei corsi di italiano L2 del territorio. Attraverso la visione dei grandi classici della commedia italiana, il cinema diventa un laboratorio di apprendimento linguistico, confronto culturale e partecipazione civica, contribuendo a rendere la lingua un ponte tra persone e non una barriera.
A suggellare questo percorso sarà la serata conclusiva del festival con la proiezione di Quo vado? di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, presentato per la prima volta con sottotitoli in lingua bangla, una scelta simbolica che amplia l'accessibilità del patrimonio cinematografico italiano e rende evidente la vocazione interculturale dell'iniziativa.
Nato nel 2012 per riportare il cinema in un quartiere che da decenni era privo di sale cinematografiche, Karawan è oggi uno dei festival più originali del panorama indipendente italiano. Radicato a Tor Pignattara ma aperto al mondo, continua a utilizzare la cultura come leva di inclusione sociale, facendo del cinema un luogo di incontro tra lingue, identità e cittadini.
(Foto: Foto Matias Biglieri)