(Teleborsa) - L’Italia è entrata nella fase decisiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La documentazione congiunta di Camera e Senato indica una dotazione complessiva di 194,4 miliardi di euro e una spesa dichiarata dalle amministrazioni titolari, registrata nella banca dati ReGiS al 28 febbraio 2026, pari a 113,5 miliardi: il 58,4% della dotazione del Piano.
La Corte dei conti ha rilevato una netta accelerazione rispetto agli 83 miliardi registrati nell’agosto 2025. Con il pagamento della nona e penultima rata, pari a 12,8 miliardi, l’Italia ha inoltre ricevuto complessivamente 166 miliardi di euro, corrispondenti all’85,4% della dotazione. I traguardi e gli obiettivi riconosciuti sono 416 su 575, pari al 72,3%.
Il divario tra risorse ricevute e spesa registrata non può essere interpretato come una semplice differenza di cassa, poiché una parte del Piano è attuata mediante crediti d’imposta e strumenti finanziari soggetti a regole specifiche. Il confronto conferma tuttavia che, nell’ultima fase, il parametro decisivo non è più l’assegnazione delle risorse, bensì la conclusione degli interventi, la loro entrata in esercizio e la corretta rendicontazione.
Il ricalcolo per la provincia di Salerno
Per evitare sovrastime, il Centro Studi Federcepicostruzioni ha rielaborato i dati territoriali secondo un criterio prudenziale. Sono stati considerati esclusivamente i progetti le cui localizzazioni ricadono interamente nella provincia di Salerno, escludendo i programmi nazionali, regionali e pluriregionali per i quali le banche dati possono attribuire l’intero valore a ciascun territorio coinvolto. Poiché l’ultimo dataset territoriale omogeneo sui pagamenti è meno aggiornato del quadro nazionale, la spesa è stata stimata applicando il tasso nazionale del 58,4%, rilevato al 28 febbraio 2026.
Gli investimenti in Provincia di Salerno comprendono 6.119 progetti, per un investimento complessivo di 2,129 miliardi di euro, dei quali 1,713 miliardi finanziati dal PNRR. Applicando il tasso nazionale del 58,4%, la spesa complessiva è stimata in circa 1,243 miliardi, mentre quella riferibile alla sola quota PNRR è pari a circa 1,000 miliardo.
Le opere fisiche valgono 990,1 milioni di euro
Acquedotti, depuratori e interventi contro il dissesto sono classificati nella transizione ecologica; scuole e asili nell’istruzione; Case e Ospedali di comunità nella salute; edilizia sociale e rigenerazione urbana nell’inclusione.
Nel totale non è inclusa la nuova linea AV/AC Salerno–Reggio Calabria, compreso il lotto Battipaglia–Romagnano, poiché il relativo CUP ha carattere multiregionale e non è disponibile una ripartizione ufficiale dei pagamenti riferibile alla sola provincia di Salerno.
Le priorità dell’ultima fase
Camera e Senato ricordano che i traguardi e gli obiettivi del Piano devono essere completati entro il 31 agosto 2026 e che l’ultima richiesta di pagamento dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2026. In questa fase, Federcepicostruzioni ritiene indispensabile istituire una cabina di regia provinciale permanente, con un monitoraggio distinto per progetto, stato del cantiere, spesa sostenuta, pagamenti alle imprese e data prevista di entrata in esercizio.
"Chiediamo procedure rapide per le varianti indispensabili, il rafforzamento degli uffici tecnici dei piccoli Comuni, la piena applicazione della revisione prezzi e pagamenti tempestivi degli stati di avanzamento lavori – sottolinea Lombardi –. Le imprese non possono anticipare indefinitamente la liquidità necessaria alla realizzazione di opere pubbliche già finanziate. Ogni ritardo nei pagamenti mette a rischio i cantieri, l’occupazione e il rispetto delle scadenze".
Per Federcepicostruzioni, il monitoraggio dovrà proseguire anche dopo la conclusione formale del Piano, verificando non soltanto l’ultimazione delle opere, ma anche la loro effettiva funzionalità, la disponibilità del personale e delle risorse gestionali necessarie, nonché la capacità degli investimenti di produrre benefici duraturi per cittadini e imprese.
"Il PNRR non sarà giudicato dal numero dei decreti o dall’ammontare delle somme annunciate, ma dalle opere completate, dai servizi attivati e dalla qualità dello sviluppo generato. Salerno dispone di un portafoglio di investimenti importante: ora occorre trasformarlo, senza scorciatoie statistiche né ritardi amministrativi, in crescita reale e duratura".
PNRR, Federcepicostruzioni: nel Salernitano 2,13 miliardi di investimenti
13 luglio 2026 - 17.24