(Teleborsa) - Si preannuncia una seduta da dimenticare per le azioni IBM che, al momento, sprofondano di oltre il 23% nel pre-market dopo aver annunciato vendite preliminari inferiori alle stime degli analisti.

Nel dettaglio, il gruppo ha registrato nel secondo trimestre 2026 ricavi pari a 17,2 miliardi di dollari, in aumento dell'1%, a fronte di un consensus di 17,9 miliardi.

I ricavi da software sono aumentati del 5%, quelli relativi al consulenza sono risultati stabili e in aumento dell'1% a cambi costanti, mentre quelli relativi alle infrastrutture sono calati del 7%.

Il Gross Profit Margin GAAP si è attestato al 57,7%, in calo di 100 punti base, e quello operativo (non-GAAP) al 59,4%, in contrazione di 70 punti base.

L'utile per azione diluito GAAP si è fissato a 2,27 dollari, in calo del 2% e quello operativo (non-GAAP) a 2,93 dollari, in aumento del 5%.

Da inizio anno, il flusso di cassa netto derivante dalle attività operative è stato pari a 7,8 miliardi di dollari e il free cash flow a 4,8 miliardi di dollari.

Arvind Krishna, presidente e amministratore delegato di IBM, ha affermato: "Nelle ultime settimane di giugno, abbiamo visto i clienti spostare le proprie spese sull'acquisto di server, storage e memoria", in previsione degli aumenti di prezzo e per scongiurare carenze di approvvigionamento a livello di settore.

"Queste condizioni richiedono che i nostri team operino in modo impeccabile, e in questo trimestre abbiamo vacillato. Non ci siamo adattati e non abbiamo agito con sufficiente rapidità, e numerose grandi trattative non si sono concluse nei tempi previsti, causando la maggior parte del nostro deficit".