(Teleborsa) - Netflix si avvia verso una seduta pesante, lasciando al momento sul terreno circa il 10% nel pre-market di Wall Street e avvicinandosi al minimo intraday da settembre 2024.

Una performance che si registra all'indomani dell'annuncio delle attese deludenti da parte della società dalle quali emerge un ulteriore rallentamento della crescita delle vendite.

In particolare, la società prevede un fatturato di 12,86 miliardi di dollari per il trimestre in corso, corrispondente a un progresso del 11,7% annuo, e un utile per azione di 0,82 dollari, entrambi leggermente inferiori alle aspettative degli analisti.

Il tutto dopo aver archiviato il secondo trimestre con ricavi leggermente sotto il consensus a 12,56 miliardi, in crescita del 13,4%, segnando già un rallentamento rispetto al +16,2% del primo trimestre, e un EPS di 0,80 dollari, di poco superiore alla stima.

La società comunque cercato di rassicurare gli investitori: "Non gestiamo l'attività su base trimestrale", ha dichiarato nella conference call il chief financial officer Spencer Neumann, spiegando che Netflix ha raggiunto solo circa il 45% del suo mercato potenziale e rappresenta appena il 5% della visione televisiva globale. L'azienda prevede di aggiungere 6 miliardi di dollari di fatturato quest'anno.

Sulla performance odierna pesano anche una serie di revisioni da parte degli analisti in scia ai dati e alle previsioni del colosso dello streaming a partire da JPMorgan che ne ha abbassato il target price da 118 a 85 dollari, pur mantenendone l'overweight, oltre a Goldman Sachs che ne ha ridotto il prezzo obiettivo da 110 a 94 dollari, mantenendo comunque il "buy", e Bank of America che ne ha tagliato il target price da 125 a 105 dollari, pur lasciando la raccomandazione di acquisto.