(Teleborsa) - Un sistema di tutele sempre più strutturato per proteggere i lavoratori agricoli dagli effetti delle ondate di calore e del cambiamento climatico. È l'obiettivo indicato dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, intervenuta in audizione davanti alle Commissioni riunite Lavoro e Agricoltura della Camera sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori agricoli durante gli episodi di caldo estremo.

Il ministro ha evidenziato l'efficacia della piattaforma Worklimate, il sistema di allerta gestito da Inail e Cnr, sottolineando come nelle Regioni che ne fanno uso il tasso di infortuni in agricoltura sia risultato inferiore del 25% rispetto ai territori privi di questo strumento.

"Con la piattaforma 'Worklimate', il tasso di infortunio nel settore agricolo è risultato inferiore del 25% rispetto alle regioni prive di tali misure, a conferma dell'effetto protettivo delle limitazioni temporanee delle attività nelle giornate a maggior rischio di stress termico. È la dimostrazione che l'integrazione tra ricerca scientifica, sistemi di allerta e strumenti normativi rappresenta una strategia efficace di adattamento agli effetti del cambiamento climatico nel mondo del lavoro", ha affermato Calderone.

Il ministro ha ricordato che il rischio derivante dalle alte temperature rientra nell'obbligo generale di tutela della salute dei lavoratori e che, nel comparto agricolo, richiede un'organizzazione del lavoro flessibile, capace di adattarsi alle condizioni climatiche senza compromettere la continuità produttiva. In questo quadro si inserisce il protocollo sottoscritto il 9 luglio 2025, che rafforza gli strumenti già previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per sostenere le imprese, Calderone ha richiamato anche il ruolo dell'Inail attraverso i bandi Isi 2025, che mettono a disposizione 600 milioni di euro, di cui 90 destinati all'agricoltura, oltre a 24 milioni per progetti di formazione. Da settembre partirà inoltre un tavolo con le parti sociali per semplificare le procedure di accesso ai finanziamenti, dopo le difficoltà segnalate dalle aziende.

Sul fronte degli ammortizzatori sociali, il ministro ha confermato anche per il 2026 l'intervento sulla Cisoa agricola, esteso sia agli operai a tempo determinato sia a quelli a tempo indeterminato. La misura consentirà anche la rimodulazione dei turni di lavoro, permettendo l'accesso alla cassa integrazione per parte della giornata lavorativa e senza incidere sui limiti annuali previsti dalla normativa.

Tra gli altri interventi illustrati figurano il rafforzamento dei controlli attraverso la piena operatività del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (Sinp), il potenziamento dell'attività ispettiva di Inail, Inps e Carabinieri del lavoro e nuove misure contro il caporalato, tra cui l'inserimento delle vittime di sfruttamento lavorativo nei beneficiari dell'Assegno di inclusione e la prossima istituzione della banca dati degli appalti in agricoltura.

Guardando al futuro, Calderone ha annunciato che il Governo sta lavorando alla creazione di un fondo strutturale per le emergenze climatiche, con l'obiettivo di dotare il sistema di ammortizzatori sociali di strumenti più flessibili e immediatamente attivabili in caso di eventi estremi.

Il ministro ha infine osservato che nel 2025 la cassa integrazione per le emergenze climatiche è stata utilizzata meno del previsto: a fronte di uno stanziamento di circa 30 milioni di euro per il settore agricolo, la spesa effettiva è stata inferiore ai 5 milioni. Un dato che, secondo Calderone, evidenzia la necessità di rendere gli strumenti esistenti più chiari e coordinati, evitando sovrapposizioni con altre forme di sostegno e aumentandone l'efficacia.