(Teleborsa) - Si apre oggi una settimana cruciale per il futuro dell'ex Ilva di Taranto, tra mobilitazioni dei lavoratori e una serie di incontri convocati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare il destino del gruppo siderurgico e dei suoi stabilimenti.
La settimana prende il via con uno sciopero di otto ore proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb nell'ambito della protesta che coinvolge tutti i siti del gruppo. A Taranto il primo turno sarà preceduto da un'assemblea dei lavoratori, mentre negli altri turni l'astensione dal lavoro durerà per l'intera giornata. Analoga iniziativa è prevista anche per gli addetti delle imprese dell'indotto edile presenti nello stabilimento.
La mobilitazione arriva in un momento particolarmente delicato, dopo la decisione della Corte d'Appello di Milano che ha disposto la fermata dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni, ritenendo che gli impianti siano fonte di inquinamento. Se il provvedimento dovesse diventare operativo, verrebbe interrotta la produzione di acciaio, con ripercussioni anche sugli altri siti del gruppo, tra cui Genova, Novi Ligure e Racconigi.
A partire da oggi e fino a giovedì il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ospiterà una serie di incontri sul futuro dell'ex Ilva, convocati dal ministro Adolfo Urso con sindacati, istituzioni locali, associazioni imprenditoriali, rappresentanti della filiera siderurgica e aziende dell'indotto.
Al centro del confronto ci saranno le prospettive industriali dell'ex Ilva, i progetti di investimento presentati per l'area di Taranto e le possibili ricadute occupazionali ed economiche per il territorio. Ai tavoli parteciperanno anche rappresentanti della Presidenza del Consiglio, di diversi ministeri, di Invitalia e dei commissari straordinari, insieme agli enti locali e ai principali soggetti coinvolti nel rilancio del polo siderurgico.
Ex Ilva, settimana decisiva tra sciopero e tavoli al Mimit sul futuro degli impianti
04 agosto 2026 - 08.42