(Teleborsa) - "Sappiamo che c'è una cordata italiana che intende partecipare. Mi auguro che presenti una proposta nei prossimi giorni che si aggiungerà a quella del gruppo Jindal". Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, al tour estivo di FdI, Bar Italia, a Taormina, parlando dell'ex Ilva . Dobbiamo elaborare un 'piano straordinario per Taranto', perché la chiusura dell'area a caldo imposta dalla Corte d'Appello ha innescato una bomba sociale, produttiva e occupazionale che dobbiamo assolutamente disinnescare", aveva detto il Ministro pochi giorni fa, messaggio ribadito anche oggi sottolineando comunque che "non c'è la crisi dell'acciaio in Italia, perché lo scorso anno è aumentata la produzione. Nei primi sei mesi è ulteriormente aumentata e si è registrato un +6,1% a giugno su anno. Perché sono stati costruiti altri forni elettrici soprattutto nel Nord".

Proprio qualche giorno fa, il Consiglio di Presidenza di Federacciai ha fatto sapere di aver ascoltato la relazione del Presidente Antonio Gozzi sulla vicenda dell’ex Ilva di Taranto e sull’eventuale coinvolgimento delle imprese siderurgiche italiane nell’iniziativa finalizzata alla ripresa e al rilancio degli impianti non interessati dal blocco dell’area a caldo conseguente all’ordinanza della Corte d’Appello di Milano.

Il Consiglio di Presidenza - spiegava la nota diffusa nell'occasione - ha dato mandato al Presidente Gozzi di trasmettere agli enti competenti, in nome e per conto di un gruppo di aziende che hanno già manifestato il proprio interesse a partecipare all’iniziativa, e di quelle che potrebbero aggregarsi nei prossimi giorni, una manifestazione di interesse subordinata alla verifica di una serie di condizioni abilitanti, necessarie a consentire l’intervento industriale.

Il Consiglio ha inoltre dato mandato al Presidente di verificare con il Governo l’esistenza di tali condizioni.

Intanto, le imprese dell'indotto ex Ilva proseguono lo stato di mobilitazione e si preparano a procedere con la richiesta di licenziamento collettivo, secondo quanto comunicato dalle stesse associazioni datoriali al termine della riunione urgente convocata questa mattina nell'ambito del "Tavolo Permanente per Taranto" istituito due settimane fa dagli imprenditori per individuare soluzioni in grado di scongiurare il disastro occupazionale ed economico legato alla chiusura dell'area a caldo dello stabilimento.