(Teleborsa) - Come preannunciato nei giorni scorsi, Federacciai – Federazione Imprese Siderurgiche Italiane ha presentato la manifestazione di interesse per gli stabilimenti ex Ilva.
La manifestazione - si legge nella nota - è stata sottoscritta, oltre che da Federacciai, da 14 imprese associate: ABS Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (Gruppo Asonext), AFV Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel.
Qualche giorno fa, il Consiglio di Presidenza di Federacciai aveva anticipato la mossa facendo sapere di aver ascoltato la relazione del Presidente Antonio Gozzi sulla vicenda dell’ex Ilva di Taranto e sull’eventuale coinvolgimento delle imprese siderurgiche italiane nell’iniziativa finalizzata alla ripresa e al rilancio degli impianti non interessati dal blocco dell’area a caldo conseguente all’ordinanza della Corte d’Appello di Milano.
"Sappiamo che c'è una cordata italiana che intende partecipare. Mi auguro che presenti una proposta nei prossimi giorni che si aggiungerà a quella del gruppo Jindal", aveva detto proprio pochi giorni fa il ministro Urso, al tour estivo di FdI, Bar Italia, a Taormina, parlando dell'ex Ilva . Dobbiamo elaborare un 'piano straordinario per Taranto', perché la chiusura dell'area a caldo imposta dalla Corte d'Appello ha innescato una bomba sociale, produttiva e occupazionale che dobbiamo assolutamente disinnescare", aveva ribadito nell'occasione sottolineando comunque che "non c'è la crisi dell'acciaio in Italia, perché lo scorso anno è aumentata la produzione. Nei primi sei mesi è ulteriormente aumentata e si è registrato un +6,1% a giugno su anno. Perché sono stati costruiti altri forni elettrici soprattutto nel Nord".