(Teleborsa) - "Ho sospeso per tre giorni i dazi del 50% contro il Canada, che sarebbero dovuti entrare in vigore domani mattina, in quanto il Canada e gli Stati Uniti, in attesa della finalizzazione dei documenti, hanno raggiunto un accordo". Con questo post su Truth il Presidente americano Donald Trump annuncia di aver messo in stand-by i dazi contro il Canada, in vista della conclusione delle trattative in corso con la controparte canadese, dopo aver incontrato il Premier canadese Mark Carney.

I dazi del 50% che sarebbero entrati in vigore da oggi su una serie di prodotti importati dal Canada, ai sensi della Sezione 338 del Tariff Act del 1930, avrebbero interessato importazioni canadesi per un valore di circa 20 miliardi di dollari. Una piccola frazione dei 382 miliardi di dollari di importazioni che gli Stati Uniti realizzano con il Canada, ma certamente una "sfida importante" per i produttori canadesi dei prodotti coperti dai dazi, le cui vendite in USA verrebbero di fatto congelate, considerando l'impatto di tariffe così elevate sul costo del bene.

Le discussioni fra i due leader, parallelamente, vertono anche su una importante infrastruttura petrolifera che sta a cuore a Trump. "Il grande oleodotto Keystone XL, ucciso da tempo dal sonnolento Joe Biden, potrebbe essere riportato in vita", ha aggiunto il tycoon, parlando del progetto di estensione di un sistema di oleodotti che collega Stati Uniti e Canada e che il Presidente stesso aveva autorizzato durante il suo primo mandato, ma il successore Joe Biden aveva revocato nel 2021.

La lista dei prodotti importati dal Canada soggetta a dazi del 50% avrebbe colpito una vasta gamma di prodotti - dalle mazze da hockey al vino - quale rivalsa a quella che Trump considera una "discriminazione commerciale" canadese nei settori automobilistico, delle bevande alcoliche e lattiero-caseario. Nello stesso tempo, Trump aveva già imposto dazi sul Canada per prodotti specifici come metalli, legname e componenti per auto.