(Teleborsa) - Entro il 2030, l'Europa rischia di rimanere senza vettori di lancio per mettere in orbita i suoi futuri satelliti e ArianeGroup deve decidere rapidamente su un possibile aumento del ritmo di lancio, che andrebbe oltre i 9 o 10 lanci annuali di Ariane 6 previsti. Lo scrive il quotidiano francese La Tribune, riproponendo anche l'avvertimento espresso a luglio dal direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher: "Oggi, prevediamo che l'Europa si troverà ad affrontare una carenza di vettori di lancio intorno al 2030"; Aschbacher ha anche spiegato che "se sommiamo tutti i satelliti che devono essere lanciati nell'ambito delle costellazioni e delle missioni attuali e pianificate, vediamo un picco nel fabbisogno di lanci intorno al 2029, 2030 e 2031".
Secondo La Tribune, l'avvertimento del capo dell'ESA era rivolto principalmente ai due principali produttori europei di vettori di lancio, ArianeGroup (Ariane 6) e Avio (Vega C), gli unici in grado di lanciare satelliti di peso superiore a 1,5 tonnellate. I nuovi arrivati ??tedeschi (Isar Aerospace, RFA One) e spagnoli (PLD Space) non sono ancora allo stesso livello. Sarebbe uno smacco per il Vecchio Continente se l'ESA o la Commissione europea affidassero nuovamente i lanci a SpaceX ('ESA aveva chiesto all'azienda americana di lanciare quattro satelliti Galileo nel 2024 a causa del ritardo di Ariane 6).
L'articolo di La Tribune arriva a pochi giorni dal Vertice Internazionale dello Spazio di Parigi (9 e 10 settembre), un evento chiave per Emmanuel Macron, e la questione verrà quasi certamente posta alle due aziende coinvolte, in particolare ad ArianeGroup, di proprietà di Airbus e Safran.
L'Europa prevede di aumentare i lanci nei prossimi anni per i suoi principali programmi spaziali: il dispiegamento della costellazione di comunicazioni sicure Iris2, così come la successiva costellazione per l'osservazione della Terra (EOGS, Earth Observation Governmental Service), il rinnovo dei satelliti Galileo (sistema di navigazione satellitare) e il potenziamento del programma di osservazione della Terra Copernicus. Inoltre, diversi paesi europei, con la Germania in prima linea, stanno preparando le proprie costellazioni per scopi civili o militari.
Gli analisti di Intesa Sanpaolo ricordano che il 100% dei razzi Ariane è alimentato da boosters di Avio e quindi "una decisione di aumentare la frequenza di lancio di Ariane oltre i 9/10 lanci all'anno sarebbe chiaramente vantaggiosa per Avio".