(Teleborsa) - Nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi con le associazioni datoriali sull'ex Ilva di Taranto, il Governo ha lanciato un invito a sospendere le procedure di licenziamento annunciate nei giorni scorsi dalle aziende dell'indotto, almeno fino alla decisione della Corte d'Appello di Milano. Risposta positiva, secondo quanto si apprende, è arrivata dalle associazioni maggiormente rappresentative delle aziende coinvolte, Aigi e la confederazione Aepi, che "per senso di responsabilità" hanno deciso di accogliere l'appello sospendendo le procedure.
Quella in corso sull'ex Ilva è una "vera e propria tempesta", destinata a generare ripercussioni occupazionali e sociali, ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ricordando che il Governo, fin dal suo insediamento, si è assunto le proprie responsabilità sulla vicenda, dall'esclusione di Arcelor Mittal alle continue interlocuzioni con l'Unione europea per reperire le risorse necessarie.
Gli incontri, presieduti da Mantovano, vedono in successione il confronto con enti territoriali, imprese e sindacati. Per il Governo erano presenti anche i ministri Urso, Pichetto Fratin, Foti e Calderone, oltre al Sottosegretario Sbarra.
Mantovano ha proposto di avviare un tavolo permanente a Palazzo Chigi sull'area di Taranto, sul modello di quanto fatto per il Giubileo 2025 e per la Terra dei Fuochi, per evitare la frammentazione degli interventi. La convocazione potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, in vista del pronunciamento della Corte d'Appello di Milano sul decreto di sospensione dell'area a caldo.
Per il Governo il futuro dell'Ilva resta legato alla decarbonizzazione tramite i forni elettrici a Dri. In caso di conferma dello stop all'area a caldo, l'esecutivo punta a lavorare su tre fronti: le gare in corso, le misure sociali per l'occupazione e i progetti di reindustrializzazione per il riassorbimento della manodopera.