(Teleborsa) - La BCE potrebbe aumentare nella prossima riunione il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 2,5%. È questa la previsione di Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments, secondo cui la rinnovata escalation del conflitto con l’Iran ha incrementato i rischi al rialzo per l’inflazione.

A preoccupare, in particolare, sono i possibili effetti di secondo impatto sui salari. Allo stesso tempo, i dati più recenti sull’attività economica delineano un quadro ancora solido, con una crescita che non solo mantiene il proprio ritmo, ma si sta estendendo anche a un numero più ampio di settori.

Secondo Wolburg, a rafforzare l’ipotesi di un intervento a settembre contribuiscono sia la retorica restrittiva adottata dagli esponenti del Consiglio direttivo della BCE sia il resoconto dell’ultima riunione.

In questo scenario, la presidente Christine Lagarde dovrebbe mantenere un approccio prudente, senza tuttavia escludere ulteriori strette monetarie. La comunicazione della BCE potrebbe quindi lasciare aperta la porta a nuovi rialzi dei tassi, qualora l’evoluzione dell’inflazione e dell’economia lo rendesse necessario.

Wolburg sottolinea però che un eventuale ingresso dei tassi in territorio restrittivo dovrebbe essere letto soprattutto come una misura di gestione del rischio, più che come l’inizio di un nuovo ciclo di rialzi.