(Teleborsa) - Aumentano i timori europei su un'escalation sul fronte ucraino che possa coinvolgere la stessa Unione europea dopo l'evacuazione ieri di un treno diretto da Kiev a Varsavia dove viaggiavano rappresentanti occidentali di ritorno dalla Yalta European Strategy Annual Meetings a Kiev.

Il presidente ucraino Zelensky ha accusato la Russia di aver "deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio" nella regione della Volinia. Il ministro degli Esteri ucraino Sybiha ha lanciato un duro monito: "I barbari russi sono già alle vostre porte". Al summit artico di Rovaniemi, l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha definito l'attacco "un tentativo di spaventare i Paesi occidentali per dissuaderli dal sostenere l'Ucraina", aggiungendo: "Penso che dovremmo agire esattamente al contrario". Il cancelliere tedesco Merz ha dichiarato: "Non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia". Il ministro degli Esteri francese Barrot ha parlato di un attacco con "un obiettivo molto chiaro: intimidire gli europei, scoraggiarli e soprattutto disunirli".

Nella giornata di ieri Uu treno privato con a bordo l'ex premier britannico Boris Johnson e diversi consiglieri europei per la sicurezza è stato evacuato durante l'attacco di droni russi. Il convoglio, diretto in Polonia, si è fermato intorno alle 5 a causa di un allarme droni: secondo il settimanale tedesco Der Spiegel, i controllori hanno fatto scendere temporaneamente parte dei passeggeri, prima che venisse dato il cessato allarme. A bordo si trovavano anche Gunter Sautter, tra i più stretti consiglieri del cancelliere tedesco Friedrich Merz per la politica estera e di sicurezza, oltre a consiglieri britannici, francesi e italiani, parlamentari tedeschi, diplomatici e accademici.

Sullo stesso treno viaggiava l'ex premier svedese Carl Bildt, che ha raccontato: "Non era il nostro treno, ma quello che viaggiava pochi minuti dietro di noi, vicino al varco di frontiera. È stato evacuato mentre il drone si avvicinava e nessuno è rimasto ferito". Su un altro convoglio si trovava anche l'ex direttore della Cia David Petraeus.

Sul fronte militare, un raid russo su un'azienda agricola a Pryluky, nella regione di Chernihiv, ha causato tre morti e sette feriti, secondo la polizia, che ha reso noto: "Secondo i primi accertamenti, tre persone sono state uccise e sette sono rimaste ferite". Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha replicato che le forze russe "stanno svolgendo i loro compiti in tutto il territorio dell'Ucraina, continuano e continueranno a farlo", aggiungendo di "accogliere con favore qualsiasi richiesta al regime di Kiev di interrompere gli attacchi contro le infrastrutture economiche pacifiche" e citando l'interesse di Cina e India per un possibile ruolo di mediazione nella crisi.