(Teleborsa) - Oltre 400 miliardi di euro di valore complessivo del comparto in Europa, con l’online destinato a raggiungere un quinto del mercato. Mercato italiano a 17 miliardi, con i DIY Superstores che hanno raggiunto i 3,09 miliardi di euro nel primo semestre 2026: garden, sicurezza e tecnologie per la casa in crescita, edilizia post-incentivi in frenata. Il 54% degli interventi di manutenzione della casa viene realizzato con il supporto di professionisti. IA sempre più decisiva. In uno scenario in cui digitalizzazione, omnicanalità e nuovi modelli di consumo stanno trasformando il mercato italiano ed europeo, Bricoday si prepara ad accompagnare l'evoluzione del comparto: appuntamento con la diciottesima edizione della fiera leader per i settori del fai da te, tecnico, garden, casa (sistemazione e decorazione) che riunirà l’intera filiera della distribuzione specializzata il 23 e 24 settembre a Fiera Milano Rho.

Come detto, la dimensione complessiva del comparto dell’Home Improvement e del fai-da-te in Europa è stimata nel 2026 in 409 miliardi di euro (388 nel 2025), con un tasso di crescita annuale composto del 3,2% previsto fino al 2029. La fotografia a livello continentale è data dallo Home Improvement Report Retail Worldwide, realizzato da EDRA/GHIN e HIMA. Secondo il rapporto, il mercato europeo ha registrato una crescita nominale dell'1,2%, in un panorama mondiale rallentato dal freno della domanda asiatica. Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna si confermano punti di riferimento dell’andamento del settore nell'Eurozona.



Sempre più importante è l’accelerazione dell'eCommerce nel comparto: le stime macroeconomiche del retail digitale europeo per il triennio 2024-2026 evidenziano una forchetta che evolve da circa 56-66 miliardi di euro fino a una proiezione di 78 miliardi di euro a chiusura del 2026, con l'online che arriverà a generare circa un quinto del fatturato totale del settore.

All'interno di questa transizione digitale spicca il ruolo del commercio elettronico transfrontaliero, in predicato di raggiungere un volume di €26,5 miliardi nel 2026 (erano €17,8 miliardi nel 2023 e 21,6 nel 2024), pari a oltre un terzo del mercato online europeo.

Anche in Italia la digitalizzazione e l’omnicanalità sono ormai leve competitive imprescindibili per produttori e distributori, e saranno al centro della quarta edizione di Bricoday Digital (già Digital Village), l’area speciale di Bricoday dedicata a innovazione, eCommerce e nuove tecnologie per il retail: l’eCommerce italiano del comparto ha raggiunto un valore stimato di circa 3,4 miliardi di euro, incidendo per circa il 20% sul giro d'affari complessivo del mercato nazionale, con oltre un rivenditore italiano su tre che dispone di un canale digitale attivo (fonte: OPMF).



Focus sull'Italia - Con un valore complessivo stimabile per il 2025 a 17 miliardi di euro (all'interno di una forbice consolidata tra i 16 e i 17 miliardi che unisce i comparti merceologici di ferramenta, bricolage, edilizia leggera, elettrico, idraulica, utensileria, garden, vernici, sicurezza e manutenzione), il mercato nazionale sta dimostrando capacità di tenuta dopo le difficoltà registrate nella seconda metà del 2025. I dati relativi ai primi mesi del 2026 confermano questa fase di normalizzazione e resilienza dei consumi. Il canale delle grandi superfici specializzate, i DIY Superstore, dopo aver chiuso il 2025 con un sell-out di circa 6,33 miliardi di euro mantenendo una quota rilevante del mercato complessivo, ha registrato nel primo trimestre del 2026 vendite per 1,385 miliardi di euro nel periodo gennaio-marzo (fonte: NIQ), saliti a 3,09 miliardi a chiusura del I semestre 2026 (in linea con il dato dell’anno precedente).

“L’analisi dei dati suggerisce una domanda sempre più orientata a protezione, comfort, tecnologia e utilizzo degli spazi domestici interni ed esterni”, affermano gli organizzatori di Bricoday.

La lettura del mercato italiano va infatti oltre il confronto anno su anno: il primo semestre 2026 conferma la fase di normalizzazione, ma evidenzia una ricomposizione della domanda. Crescono il garden, la sicurezza, la tecnologia applicata alla casa e alcune aree legate alla funzionalità e alla cura degli spazi, mentre rallentano i comparti maggiormente esposti al ciclo edilizio dopo gli incentivi straordinari.

La domanda premia elettroutensili, garden, vernici, materiale elettrico, sicurezza, mentre categorie legate alle nuove costruzioni — come legname, illuminazione, edilizia leggera e sanitario —, secondo le stime di Euroconstruct, dovrebbero riprendere slancio dopo le recenti flessioni, trovando nella manutenzione e riqualificazione energetica del patrimonio esistente il segmento destinato a trainare la domanda nei prossimi anni. Nei DIY Superstores, secondo NIQ, i piccoli elettrodomestici sono cresciuti del 16%, i grandi elettrodomestici del 7% e l'automotive del 6%. Positivi anche casalinghi (+2%) e materiale elettrico (+1%).

Il garden rappresenta una delle aree più dinamiche: +8% nel semestre, per 414,6 milioni di euro, rispetto ai 385,5 milioni del primo semestre 2025. All'interno del comparto, casette, strutture da giardino, piscine e spa registrano un incremento del 34%, mentre cura del verde e coltivazione crescono del 10%.

Anche la sicurezza si conferma in crescita: nel canale tradizionale monitorato da Assofermet Ferramenta il comparto registra +4,36%, seguito da materiale elettrico (+2,93%) e garden (+1,85%).



Edilizia post-bonus: meno grandi interventi, più manutenzione e funzionalità - L'altra faccia del mercato è rappresentata dai comparti più esposti all'edilizia. Nel primo semestre 2026 Assofermet Ferramenta rileva -3,52% nell'edilizia, -2,33% negli utensili e macchine utensili e -1,12% nel bagno-idraulica. Nei DIY Superstores, NIQ evidenzia invece una flessione del 5% nell'illuminazione e del 3% rispettivamente in sanitari e utensili.

La contrazione di questa parte del mercato riflette la normale stabilizzazione del settore dopo il boom straordinario della pandemia e dei bonus edilizi. In linea con i trend europei, la domanda si sta spostando dai grandi progetti di ristrutturazione verso interventi più piccoli, frequenti e funzionali, focalizzati su manutenzione, riparazione, sicurezza e miglioramento del comfort domestico.



Italia, un mercato più “do it for me” che “do it yourself” - Il comportamento del consumatore italiano rappresenta una peculiarità rispetto alla media europea, mostrando una maggiore propensione a ricorrere a installatori, artigiani e operatori qualificati. Secondo il report European Home Improvement Monitor (curato da USP Marketing Consultancy), nel mercato italiano la componente Do It For Me raggiunge il 54%, contro il 46% del DIY. A livello europeo, invece, nel 2025 il DIY rappresentava circa il 58% degli interventi di sistemazione della casa.

Dalla ricerca, emerge che nel primo trimestre 2026, il 42% dei consumatori europei (medesima percentuale registrata in Italia) ha avviato almeno un progetto domestico. Spinta all’acquisto che è legata a logiche funzionali e bisogni pratici:

riparazione e manutenzione: citate dal 25% dei consumatori; miglioramento del comfort: al 16%; rinnovamento estetico/aspetto della casa: 18%. Per metà dei consumatori, inoltre, la fase di informazione e ricerca online è ormai una costante.

Il report evidenzia infine come il 48% dei consumatori europei sarebbe più propenso a iniziare un lavoro di fai-da-te se assistito da strumenti basati sull'Intelligenza Artificiale (utili per pianificazione, scelta dei prodotti e computi metrici). A livello distributivo, i centri brico-garden si concentrano nelle aree periferiche e nell’hinterland dei capoluoghi. In ambito provinciale, Milano, Roma, Torino, Brescia e Varese dispongono del maggior numero di punti vendita e superfici.

Ampliando lo sguardo, nel Nord Italia si trovano oltre la metà sia dei centri brico che delle superfici di vendita, con la Lombardia che ospita il maggior numero delle insegne sul territorio (superando il 20% del totale nazionale dei punti vendita) e che continua ad aumentare la metratura espositiva (salita al 18% di tutta la superficie espositiva italiana del comparto), all’opposto di Calabria e Toscana, in frenata.