(Teleborsa) - Quasi la metà degli italiani non ha redditi e quindi vive a carico di qualche altro cittadino o contribuisce direttamente e indirettamente all’aumento del debito pubblico; il 70% dei nostri connazionali paga solamente il 20% dell’IRPEF e, a giudicare dalle dichiarazioni, quasi nulla delle restanti imposte dirette e molto poco di quelle indirette a partire dall’IVA. Resta il 30% di italiani che però paga l’80% di tutta l’IRPEF; di questo 80% il 65% dell’imposta è versato dal 18,78% di contribuenti che dichiarano redditi da 35mila euro in su.

È quanto emerge dall’ultimo Osservatorio sulle dichiarazioni dei redditi ai fini IRPEF realizzato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari
Previdenziali su dati MEF e Agenzia delle Entrate relativi ai redditi prodotti nel 2024, dichiarati nel 2025 e resi disponibili nel maggio 2026. Ne emerge - si legge - "un Paese assimilabile più a quelli in via di sviluppo che non a un membro effettivo del G7 o G8 soprattutto se si considerano il tenore di vita, il reddito pro capite, i consumi e la ricchezza complessiva".

Analizzando questi dati se ne rileva, infatti, un paradosso: su una popolazione a fine 2024 di 58.943.464 unità, quelli che dichiarano redditi da 300.000 euro lordi l’anno in su (circa 155.000 euro al netto di imposte, contributi e oneri indeducibili), sono solo 58.700, cioè lo 0,1%, della popolazione; questi cittadini - si legge nel report - pagano il 6,49% di tutta l’IRPEF per un valore di 14,03 miliardi e un importo pro capite di 238.006 euro e, si suppone, gran parte di IRES e IRAP. Da soli pagano più IRPEF di 27,8 milioni di cittadini italiani con redditi fino a 20mila euro, i quali in totale versano 10,84 miliardi. Ebbene, per garantire a questa metà di popolazione la sola spesa sanitaria che, nel 2024, è costata 2.347 euro pro capite, facendo la differenza tra quanta IRPEF è stata da loro versata e il costo totale, occorre che altri italiani onesti si carichino, per il solo 2024, di una spesa di 54,45 miliardi. Ciò significa che esauriti questi 10,8 miliardi, a parte qualche modesto pagamento di IVA e accise, questi cittadini beneficiano di tutti i servizi dello Stato in modo totalmente gratuito per tutto l’anno.

Non solo, questi cittadini sono anche i maggiori beneficiari delle prestazioni correlate all’ISEE; infatti, sia nel 2024 sia nel 2025 sono 10,369 milioni i nuclei familiari che hanno richiesto tramite la DSU, l’ISEE con una media di 2,9 componenti a nucleo per un totale di 29,932 milioni di persone (i dati coincidono quasi perfettamente) che hanno chiesto assistenza, bonus, AUUF e benefici allo Stato. Tra loro, anche il 44% dei pensionati totalmente o parzialmente assistiti che, nei loro 67 anni, hanno pagato poco o nulle imposte e contributi. Nel solo 2024 questa assistenza è costata poco più di 194 miliardi (180,5 trasferiti in Legge di Bilancio dalla fiscalità generale all’INPS e 13,5 spesi dagli enti locali), un enorme costo a carico ovviamente dei pochi cittadini che pagano le tasse.