(Teleborsa) - L'aumento dei rendimenti dei titoli di debito - obbligazioni e titoli di Stato - rischia di mettere sotto pressione chi ha un debito più elevato a causa del progressivo aumento del costo per interessi. E' quanto emerge dall'ultimo report di S&P Global sulle condizioni del credito a livello globale.
L'allentamento della crescita economica - spiega - potrebbe "mettere alla prova la resilienza" dei mercati, mentre le crescenti esigenze di bilancio – incluse le spese per la difesa e previdenziali – continueranno ad esercitare "pressioni sui conti pubblici e ridurre i margini di flessibilità fiscale" in occasione della prossima fase recessiva.
Il report conferma la "resilienza" dell'economia, ma S&P avverte che questa "poggia su basi più ristrette". La stabilità complessiva dell’economia, dei mercati e del credito ha permesso di "resistere a molteplici fattori di stress", ma "sarà più difficile mantenere questo momentum positivo" nel prossimo futuro.
La crescita economica - si sottolinea - dipende in misura crescente dalla prosecuzione degli investimenti del settore tecnologico, con una domanda che resta "solida" a dispetto di rendimenti più elevati. L’AI e, più in generale, il settore tecnologico rappresentano una quota crescente della spesa del settore privato, dei flussi di capitale e della crescita. Gli investimenti nei data center dovrebbero continuare a rappresentare un fattore di sostegno nel breve termine, ma generano anche rischi di concentrazione e vulnerabilità.
S&P conferma che le "pressioni" sull'economia "si stanno sovrapponendo" e che le perturbazioni derivanti dalla guerra in Medio Oriente e gli effetti sull'inflazione della riconfigurazione delle catene di approvvigionamento, degli investimenti legati all’AI e degli elevati volumi di emissioni obbligazionarie fanno apparire l'aumento dei rendimenti a lungo termine come un fenomeno strutturale, piuttosto che come una tensione transitoria.
Nonostante S&P abbia effettuato un numero maggiore di upgrade creditizi rispetto al numero di downgrade, grazie alla resilienza dell'economia, nel prossimo futuro si attende "una maggiore dispersione" dei rating. "Negli ultimi anni, la maggior parte delle imprese ha sfruttato condizioni creditizie favorevoli per allungare le scadenze del debito e ridurre il rischio di rifinanziamento nel breve termine" - spiega - ma "i costi del servizio del debito stanno aumentando con il rialzo dei tassi e con il rifinanziamento, a condizioni più onerose, di parte del debito più vecchio e meno costoso". Le aziende più solide dal lato finanziario "potranno assorbire questo cambiamento", mentre gli emittenti più fragili "disporranno di margini di manovra più ridotti".
Credito, S&P: aumento rendimenti strutturale, più a rischio chi ha debito più alto
01 ottobre 2026 - 15.52