(Teleborsa) - Gli asset digitali diventano una asset class matura ed entrano in maniera strutturata nei portafogli degli investitori ad alto patrimonio (High-Net-Worth Individuals, HNWI). Lo rivela il CoinShares Affluent Investor Crypto Report pubblicato oggi da CoinShares PLC, uno dei principali gestori globali specializzati in asset digitali con oltre 7,5 miliardi di dollari di masse gestite.
L’analisi - realizzata in collaborazione con Vardaxoglou Advisory - rappresenta una delle disamine più ampie mai realizzate sul rapporto tra HNWI e asset digitali ed è stata condotta tra maggio e giugno 2026 su un panel di oltre 2.200 investitori suddivisi tra sub-HNWI (con patrimonio investibile compreso tra $500.000 e $1milione) e HNWI (con patrimonio investibile superiore a $1milione), in sette mercati-chiave: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Svezia e Svizzera.
Investimenti strategici e di lungo periodo
Secondo l’indagine, nei mercati più avanzati circa il 70% degli investitori ad alto patrimonio detengono asset digitali in ottica strategica e di lungo periodo, con un’allocazione media attorno al 10% del portafoglio, peso paragonabile a quello di private equity, materie prime e Real Estate. La percentuale raddoppia tra gli HNWI delle generazioni più giovani, che dimostrano una propensione ancora più spiccata e naturale verso l’asset class.
Solo il 6% investe principalmente per sfruttare la volatilità o per operazioni immediate, mentre tre investitori su quattro ritengono che Bitcoin – che resta al centro delle strategie di investimento degli HNWI - avrà un ruolo significativo nel futuro sistema finanziario globale (77%). Una fiducia che ha retto anche alla correzione di febbraio 2026, la più significativa degli ultimi anni, che - in cinque mercati su sette - ha addirittura aumentato la propensione a investire sulla criptovaluta.
Difesa da inflazione e rischi macro
Le scelte degli HNWI verso gli asset digitali sono guidate soprattutto dalla ricerca di soluzioni difensive dagli impatti macroeconomici - come tassi d’interesse e inflazione - con il 57% del campione intervistato che attribuisce all’asset class un ruolo di protezione.
In questo contesto, rileva ancora l’analisi, l’accesso si istituzionalizza: il 55% degli HNWI che investe in digital asset preferisce, infatti, rivolgersi a piattaforme di brokeraggio e a ETP regolamentati piuttosto che ricorrere all’acquisto diretto sugli exchange. Cresce, inoltre, la domanda di consulenza: il 69% del campione valuta di affidarsi a un wealth manager con competenze specifiche sugli asset digitali mentre l’88% degli intervistati ammette di non avere conoscenze sufficienti per investire in maniera completamente autonoma e disintermediata nell’asset class.
Ne emerge, quindi, un atteggiamento attento e professionale da parte degli HNWI, che si riflette anche nella loro continua richiesta di maggiore e sempre più affinata regolamentazione sull’asset class, auspicata dal 79% degli intervistati.
In Italia le cripto diventano uno strumento di diversificazione mirata del portafoglio
La propensione agli asset digitali tra gli HNWI è sempre più una realtà consolidata anche in Italia: il 58% degli investitori nazionali ad alto patrimonio intervistati detiene, infatti, asset digitali nei propri portafogli.
ll 29% del campione italiano, inoltre, indica le criptovalute come l’asset con le migliori prospettive nel lungo periodo dimostrando una solida fiducia in Bitcoin, considerato una riserva di valore affidabile dal 78% degli intervistati e una copertura contro la svalutazione delle valute fiat dal 76%.
È soprattutto la logica d’investimento verso i digital asset a caratterizzare l’orientamento degli HNWI italiani. La diversificazione del portafoglio resta tra le principali motivazioni a indirizzare le scelte per il 35% del campione intervistato, quasi il doppio della media europea (19%).
Gli investitori italiani ad alto patrimonio si attestano come discerning diversifier verso gli asset digitali, mostrando un orientamento di lungo periodo orientato alla selezione, alla prudenza e alla diversificazione e privilegiando – in coerenza con l’atteggiamento degli altri panel intervistati - canali intermediati e soluzioni come ETP o gestioni patrimoniali (57%).
Interesse in crescita e ruolo della consulenza
Un’attitudine oculata che, tuttavia, non preclude l’interesse generale verso l’asset class: il 90% degli intervistati italiani si dice, infatti, interessato a un maggiore coinvolgimento nelle criptovalute e l’85% di chi già investe prevede di aumentare l’esposizione nel 2026. Bitcoin è l’asset su cui si punta di più per ulteriori investimenti (71%), seguito da stablecoin (31%) ed Ethereum (30%).
Cresce, inoltre, il peso e il valore della consulenza: il 40% degli investitori italiani HNWI detiene la maggior parte degli asset digitali tramite il proprio wealth manager - contro il 27% della media europea - e il 56% è seguito da un professionista che include già i digital asset nel portafoglio, quota superata solo dagli Stati Uniti. Il dato più significativo riguarda chi non ha ancora investito: l’85% degli HNWI italiani che, oggi, non detiene digital asset sarebbe disposto a iniziare con il supporto di un wealth manager, contro il 67% della media EU.
Il divario generazionale
A rafforzare la domanda strutturale di asset digital sono, anche per gli HNWI italiani, le nuove generazioni: gli investitori HNWI domestici under 45 destinano all’asset class l’11% del portafoglio, quasi il doppio degli over 45 (6%), e sono due volte più inclini a indicare le criptovalute come l’asset con le migliori prospettive nel lungo periodo (37% contro 18%). Più alta anche la tolleranza alla volatilità (83% contro 59%) - con un divario generazionale secondo solo a quello degli Stati Uniti - e la fiducia in Bitcoin come riserva di valore (84% contro 70%).
La visione di CoinShares
“Gli asset digitali sono, ormai, una realtà consolidata nei portafogli degli HNWI, che hanno capito come – per questa asset class – non si tratti più di una questione di “se” ma di “come”. Il CoinShares Affluent Investor Crypto Report che presentiamo oggi conferma quanto la domanda verso questa tipologia di soluzioni stia crescendo sempre di più anche da parte degli investitori ad alto patrimonio e come il loro orientamento riconosca in un accesso istituzionalizzato – tramite ETP regolamentati e con il supporto di figure professionali – la via privilegiata per avvicinarsi ai digital asset. Le criptovalute stanno evolvendo in una componente naturale degli investimenti e i trend per il prossimo futuro confermano l’importanza di un’esposizione attenta e strutturata, elementi che – come CoinShares – caratterizzano il nostro posizionamento dimostrandoci la solidità del nostro percorso e della nostra visione, che continua a guidarci”, sottolinea Jean-Marie Mognetti, Co-Fondatore, Presidente e CEO di CoinShares.
CoinShares: il 70% degli investitori ad alto patrimonio punta sui digital asset nel lungo periodo
Gli asset digitali sono una realtà consolidata anche per gli HNWI italiani
06 ottobre 2026 - 12.42