(Teleborsa) - L'Italia spinge per ottenere nuova flessibilità sulle regole del Patto di Stabilità, oltre le clausole di salvaguardia già attivate per le spese concernento energia e difesa, ma da Bruxelles si irrigidisce e ribadisce che sono già state introdotte forme di flessibilità fiscale che tengono conto dell'inflazione.
"Non possiamo continuare a introdurre nuove forme di flessibilità fiscale" ha precisato il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo, aggiungendo che una ulteriore deroga "potrebbe mettere in dubbio la nostra determinazione collettiva a rispettare il quadro di regole fiscali, in un momento in cui la credibilità del nostro impegno per la sostenibilità delle finanze pubbliche rappresenta una risorsa fondamentale".
"Esamineremo più a fondo le richieste di Italia e Grecia", ha concesso Dombrovskis, spiegando di aver avuto "colloqui sia con il ministro Pierrakakis sia con il ministro Giorgetti per discutere della situazione". Le regole fiscali - ha ricordato - "contengono già elementi che tengono conto della questione dell'aumento dell'inflazione sulla traiettoria di crescita della spesa netta".
La risposta arriva in seguito alle richieste dei Ministri dei due Paesi in vista della stesura delle rispettive leggi di bilancio. Il titolare del MEF, Giancarlo Giorgetti ha parlato di "un ampio dibattito sulle ricadute negative sui conti pubblici causate dall’inflazione che ha superato ampiamente le stime previste".
La proposta italiana presentata oggi all'Eurogruppo - ha affermato Giorgetti - "ha ricevuto numerosi consensi, al netto delle tradizionali perplessità dei Paesi 'frugali'. Alla commissione abbiamo chiesto un’ulteriore riflessione sulla questione al fine di una corretta interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto dell’attuale Patto di Stabilità".
"Siamo fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole anche all’interno della clausola energia già approvata con decisioni coerenti con la sostenibilità della finanza pubblica".
Frattanto, un portavoce dell'Ue ha confermato di aver ricevuto dall'Italia, l'11 settembre scorso, una richiesta di attivazione della clausola di salvaguarda e che questa richiesta "effettivamente non mette a rischio la sostenibilità fiscale nel medio termine", pertanto "la valutazione è positiva". "Ora il fascicolo passa al Consiglio, - ha spiegato - che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo, solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l'Italia".
Eurogruppo, Dombrovskis frena l'Italia: non possiamo dare altra flessibilità
Il Ministro Giorgetti ha portato in Lussemburgo la proposta italiana di considerare anche l'impatto dell'inflazione sulla spesa nominale
08 ottobre 2026 - 20.02