(Teleborsa) - Morgan Stanley ha ripreso la copertura su Poste Italiane con un rating "Overweight" e un prezzo obiettivo di 29 euro, che incorpora un potenziale upside di circa il 20%.

Morgan considera TIM come il prossimo capitolo della storia di crescita di Poste. "Storicamente, la forza di Poste risiede nella capacità di distribuire una gamma di prodotti in costante espansione attraverso la sua capillare rete fisica e digitale. TIM apporta maggiori opportunità di cross-selling di servizi di connettività per i consumatori, oltre a una più ampia offerta di servizi di connettività, cloud e sicurezza informatica per imprese e pubblica amministrazione. Ciò dovrebbe migliorare la monetizzazione delle relazioni con i clienti esistenti e la fidelizzazione della clientela. In un'ottica di lungo periodo, vediamo l'entità combinata come un potenziale leader nell'IA in Italia, grazie alla combinazione tra le infrastrutture e le competenze tecnologiche di TIM e il patrimonio di dati sui clienti di Poste".

Guardando ai numeri, gli analisti ricordano che il management punta a 700 milioni di euro di sinergie ante-imposte: 500 milioni di euro derivanti da efficienze sui costi (pari a circa il 2,5% della base di costo combinata, con un'ampia gamma di leve individuate) e oltre 200 milioni di euro di sinergie sui ricavi; un obiettivo che "appare raggiungibile date le significative opportunità di cross-selling, in particolare nei segmenti Enterprise e Pubblica Amministrazione", commenta MS aggiungendo che tale stima "potrebbe rivelarsi, in ultima analisi, prudenziale" considerata "la comprovata capacità di Poste di superare le attese".

Morgan Stanley prevedono un incremento dell'EPS rettificato dell'8-10% nel biennio 2028-2029, sebbene il "beneficio per gli azionisti di Poste dipenderà in parte da dove verranno generate le sinergie e dall'assetto proprietario finale in TIM". Gli analisti si attendono un FCF pro-forma (al netto dei dividendi) di circa 1,1-1,2 miliardi di euro nel 2028-2029, rispetto agli 0,3-0,4 miliardi di euro su base standalone. Ciò offre "significative opzioni per investimenti volti alla crescita, per la riduzione dell'indebitamento o per la remunerazione del capitale".

Le previsioni di EPS pro-forma per il 2028-2029 elaborate da MS sono superiori di circa l'8-9% rispetto al consenso. Gli analisti ritengono che "ciò rifletta, in parte, il mancato consolidamento completo di TIM nelle stime di mercato". E aggiungono, "Anche le nostre ipotesi più ottimistiche sul margine di interesse di BancoPosta, alla luce dei recenti rialzi dei rendimenti, contribuiscono a tale divario".

Morgan Staney ritiene che il piano industriale congiunto, atteso per il primo trimestre del 2027, "dovrebbe fornire maggiore chiarezza sulla realizzazione delle sinergie, sulle modalità di impiego della cassa aggiuntiva da parte di Poste e, potenzialmente, quantificare ulteriori opportunità di crescita". Gli analisti inoltre vedono "un potenziale di rialzo oltre il nostro orizzonte di previsione grazie a iniziative come il Financial Hub e a un possibile consolidamento del settore delle telecomunicazioni in Italia".

Per contro, aggiungono, il tutto non è immune da rischi che includono "sinergie sui ricavi inferiori alle attese, fabbisogni di investimento in TIM superiori alle previsioni e l'impiego della cassa aggiuntiva in attività dai rendimenti poco interessanti. La risoluzione della posizione delle minoranze residue in TIM potrebbe eliminare alcune incertezze tecniche legate al titolo".