(Teleborsa) - Tornano le vendite sui bond globali e i rendimenti riprendono a salire dopo i netti cali di ieri in un contesto di moderato miglioramento della propensione al rischio a livello globale. Tutto ciò sta portando gli investitori a concentrare maggiormente gli acquisti sull'azionario rispetto all'obbligazionario che viaggia pertanto prevalentemente in ribasso.

Le parole di Warsh


A sostenere il sentiment contribuiscono le parole del presidente della Fed, Kevin Warsh, che ha escluso di voler anticipare le prossime mosse dell'istituto: "Non anticipo le decisioni delle riunioni" e "non trovo opportuno dichiarare cosa potrei fare durante i prossimi incontri". Una posizione coerente con la sua contrarietà alla forward guidance.

Parole che sono state interpretate dai mercati come l'assenza di una smentita di una nuova stretta nella prossima riunione e che contribuiscono a ridimensionare la probabilità su un rialzo dei tassi a ottobre, ora attesa intorno al 15%. Al momento, gli swap scontano pienamente altri tre rialzi da 25 punti base nei prossimi 12 mesi.

Persistono i timori di inflazione

Nonostante il modesto miglioramento del sentiment odierno, gli investitori restano nel complesso preoccupati per nuove accelerazioni dell'inflazione in scia ai prezzi alla produzione negli Stati Uniti diffusi ieri pomeriggio che hanno registrato a settembre il maggiore aumento mensile da oltre quattro anni, spinti soprattutto dal rincaro dei costi energetici, con ripercussioni sull'intera economia americana.

Dati che si aggiungono ai prezzi al consumo USA superiori alle attese diffusi mercoledì e che hanno contribuito ad alimentare i timori di nuove strette monetarie da parte della Federal Reserve.

L'andamento dei rendimenti


Al momento il rendimento del Treausury decennale sale di 5 punti base al 5,12% e quello sul trentennale di 2 punti al 5,45%. Sul fronte europeo, il rendimento del Bund tedesco decennale tratta a 3,43% (+2 punti base), il BTP italiano al 4,5% (+1 punti base), l'OAT francese a 4,8% (+1 punto base), il Gilt britannico al 5,39% (+2 punti base), il Bonos spagnolo stabile al 4,02%.

Il differenziale di rendimento tra OAT e Bund è sostanzialmente invariato a 138 punti base, dopo aver toccato quota 159 all'inizio di ottobre, il livello più alto da novembre 2011. Lo spread italiano scende di 1 punto base, attestandosi a 107 punti base, dopo aver raggiunto i 130 all'inizio del mese, il valore più ampio da aprile 2025.