(Teleborsa) - La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante si estende in tutto il Mezzogiorno, con disagi alla circolazione e al porto di Napoli e presìdi in Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Attesa per l'incontro di domani a Milano con il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini.
Intanto i prezzi dei carburanti restano sostanzialmente stabili. Secondo l'Osservatorio del Mimit, oggi il prezzo medio self sulla rete stradale è di 2,029 euro al litro per la benzina e di 2,257 per il gasolio, invariati rispetto a domenica. In autostrada la benzina è a 2,048 €/l (2,049 domenica) e il gasolio a 2,297 €/l (2,298).
Alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan del porto commerciale di Napoli, con disagi anche sull'A1. Nella notte era stato chiuso per qualche ora il nodo tra A1 e A30 Caserta-Salerno per chi arriva da Napoli, poi riaperto. Restano 8 km di coda sull'A1 tra il raccordo Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere verso Roma e la stazione di Capua chiusa in uscita per chi viene da Roma. Gli organizzatori spiegano che la protesta è pacifica.
Sicilia e Calabria
Per il Comitato trasportatori siciliani il fermo dei servizi "è attivo in tutti i porti della Sicilia", mentre il transito dell'ortofrutta sullo Stretto "rimane libero". I mezzi aderenti restano fermi nei parcheggi fino a domani, in attesa dell'esito dell'incontro: "Se il ministro accetterà integralmente le proposte presentate dalla categoria, il fermo dei porti siciliani verrà immediatamente revocato", ha dichiarato il coordinatore Salvatore Bella. Ai caselli di Tremestieri e San Gregorio, a Messina, alcuni tir sono fermi in autostrada, ma il Cts precisa che non sono di suoi aderenti. Nei supermercati siciliani non ci sono, per ora, particolari problemi di approvvigionamento, con carenze circoscritte di pasta fresca, salumi, formaggi in piccole confezioni, carne e ortofrutta.
In Calabria un nuovo presidio di Fedralog è sulla Statale 18 a Fuscaldo, senza blocchi ma con rallentamenti per alcuni minuti e passaggio garantito ai mezzi di soccorso. A Vibo, domani i commercianti abbasseranno le serrande per mezza giornata per partecipare al presidio.
Puglia e Basilicata
A Bari una trentina di tir, partiti da Altamura su iniziativa del consorzio Acar, sono sul lungomare: una delegazione incontrerà il presidente della Regione Antonio Decaro. Sei i temi denunciati: caro gasolio, mancanza di fondi di finanziamento immediato, mancato intervento del governo, ritardi sui crediti d'imposta, rappresentanza e scarsa attenzione al settore. In Basilicata presìdi agli ingressi di Potenza, senza blocchi, mentre i distributori tornano quasi alla normalità.
Le preoccupazioni del commercio
"Preoccupano sempre di più gli effetti dei blocchi dell’autotrasporto che stanno interessando diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno, e che stanno già provocando difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati, in particolare per i prodotti alimentari freschi e deperibili, ma anche per altre merci, come elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo. Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori", ha commentato il vice presidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo.
"Comprendiamo – ha aggiunto – le ragioni del disagio degli autotrasportatori, alle prese con un aumento insostenibile dei costi del carburante e dell’energia, e ribadiamo la necessità di interventi urgenti a sostegno del settore, come già sottolineato nei giorni scorsi. Allo stesso tempo, però, è indispensabile garantire la libera circolazione delle merci e la continuità delle forniture, evitando che le conseguenze della protesta ricadano su altre imprese e sulle famiglie".
Autotrasportatori, la protesta al Sud si allarga: tir al porto di Napoli, fermo nei porti siciliani
Domani l'incontro con Salvini.
19 ottobre 2026 - 14.24