(Teleborsa) - "I liberi professionisti continuano a essere una risorsa strategica per il Paese: mettono in campo competenze, generano innovazione, offrono servizi e contribuiscono alla crescita economica e sociale". Marco Natali, presidente di Confprofessioni, ha aperto così a Roma il congresso nazionale 'Professionisti. Sessant’anni di visione 1966-2026', trasformando l’anniversario della Confederazione in un confronto sulle condizioni necessarie per rafforzare il lavoro autonomo e il suo contributo allo sviluppo.
Disuguaglianze, inverno demografico e transizione energetica sono stati i tre assi dei lavori, introdotti da un videomessaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa. Nel corso della prima sessione è stata inaugurata anche la mostra 'Le donne della Repubblica', realizzata con l’Ansa e dedicata al contributo femminile alle trasformazioni del lavoro e della società.
Per Natali, le distanze tra generi, generazioni e territori richiedono una risposta che unisca crescita e protezione sociale. "Non si tratta soltanto di redistribuire la ricchezza, ma anche di far tornare a crescere la torta", ha osservato, richiamando un reddito delle famiglie ancora al 90% rispetto al 2006. La proposta è costruire un welfare preventivo, capace di intercettare le fragilità prima che compromettano la continuità professionale.
Una prospettiva confluita nel "Manifesto di Confprofessioni", rivolto a oltre un milione e mezzo di professionisti. "È un impegno programmatico per avanzare proposte e misurarne i progressi", ha spiegato il presidente, aprendo il confronto con i leader politici.
Elly Schlein, segretaria del PD, ha indicato la necessità di "un welfare che segua la persona e non il tipo di contratto, garantendo risposte su malattia, previdenza e genitorialità". L’obiettivo è evitare che le donne siano costrette a scegliere tra carriera e famiglia, rendendo le tutele compatibili con le caratteristiche del lavoro autonomo.
"L’equo compenso non deve essere un punto di arrivo, ma di partenza", ha aggiunto Schlein, proponendo di ampliare la platea, assicurarne l’applicazione alla Pubblica amministrazione e rimuovere le sanzioni che colpiscono la parte contrattuale debole. Sull’intelligenza artificiale ha richiamato la supervisione umana, mentre per contenere le bollette ha indicato meno burocrazia sulle rinnovabili e la separazione del prezzo dell’energia pulita da quello del gas.
Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ha respinto una lettura corporativa della categoria, definendo i professionisti una componente strategica del Paese, al pari della manifattura e della logistica, e un’infrastruttura intellettuale e operativa al servizio dell’economia.
La sua proposta punta sulla sussidiarietà: affidare funzioni di interesse generale laddove le competenze professionali possano offrire risposte più efficaci e ridurre i vincoli che ostacolano le aggregazioni degli studi. Sul welfare, Lupi ha sollecitato di "colmare le disparità con il lavoro dipendente", investendo nella conciliazione tra attività professionale e vita familiare.
Giuseppe Conte, presidente del M5S, ha sostenuto gli incentivi alla digitalizzazione e la rimozione del doppio contributo integrativo nelle aggregazioni. "Serve una semplificazione per i piccoli studi e i giovani, e un nuovo modello di welfare che introduca più protezione in caso di malattia e maternità", ha affermato.
Conte ha proposto un fondo sovrano di sviluppo per gli investimenti strategici e il ripristino dei crediti d’imposta Transizione 4.0. Sul fronte energetico ha indicato comunità energetiche, contratti a prezzo fisso, accumuli e reti intelligenti. Per l’accesso alle professioni, il richiamo è alla riattivazione dell’ascensore sociale, affinché siano merito e competenza a determinare le opportunità.
Il ricambio generazionale è stato al centro anche dell’intervento in videocollegamento della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, nel panel con Sara Cirone, Simone Gamberini, Valeria Marzullo e Paola Aversa. "Oggi gli under 35 rappresentano appena il 17% del totale", ha sottolineato, richiamando inoltre il valore dell’equo compenso per la dignità del lavoro e la qualità delle prestazioni. Marzullo ha collegato la parità professionale a una diversa distribuzione della cura familiare, ancora prevalentemente sostenuta dalle donne.
Il confronto demografico, con il presidente Istat Francesco Maria Chelli, i demografi Alessandra Minello e Alessandro Rosina e la ricercatrice Ludovica Zichichi, ha approfondito le conseguenze dell’invecchiamento sui servizi e sull’organizzazione del lavoro. "Servono studi più strutturati, un rafforzamento dei congedi per chi lavora in proprio e più professionisti della cura", ha affermato Zichichi.
Natali ha ricordato le tutele della bilateralità con Cadiprof ed Ebipro, chiedendo politiche del tempo e servizi domiciliari estesi al lavoro autonomo.
Di energia e costi delle scelte rinviate hanno discusso Nicola Armaroli, Paola Batistoni, Angela Bracco, Laura Ciccozzi e Cornelius Matthes.
Per Ciccozzi, la leva fiscale nell’edilizia può sostenere crescita e sostenibilità, purché inserita in una strategia di lungo periodo.
A collegare questi temi è anche la struttura economica degli studi. Roger Abravanel, direttore emerito di McKinsey, ha ricondotto nanismo e basse retribuzioni alla frammentazione del mercato, anziché alla qualità dei professionisti. Domanda a basso valore aggiunto, scarsità di grandi committenti, burocrazia e lentezza della giustizia ne limitano la crescita. Aggregazioni, collaborazione e servizi più complessi diventano quindi strumenti per valorizzare le competenze e rafforzare la competitività dell’intero sistema produttivo.
Confprofessioni presenta il "Manifesto" per il futuro: welfare e crescita
22 ottobre 2026 - 19.13