(Teleborsa) - "Finché l'assemblea non vota la partita non si può considerare chiusa". Lo ha affermato Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, intervistato dal TGR Toscana in vista dell'assemblea degli azionisti del 29 ottobre.
Secondo Lovaglio, Intesa Sanpaolo, che ha lanciato un'OPAS su MPS, "ha scelto la strada di trasformarla in un referendum sull'operazione". L'amministratore delegato ha usato una metafora calcistica: "C'è una squadra in campo che è Intesa. La squadra del Monte dei Paschi, invece, è chiusa nello spogliatoio in attesa che il voto favorevole in assemblea apra la porta e le consenta di scendere in campo e giocare la partita. E qui arriva il punto delicato: Intesa ha detto "Se l'assemblea consente di aprire la porta, io esco dal campo". Questo è il gesto di chi non vuole che la partita si giochi davvero".
Sulla fusione con Mediobanca, Lovaglio si è detto fiducioso: si aspetta "un voto favorevole" dei soci. "Ho fiducia che chi ha sostenuto il nostro progetto fin dall'inizio e chi ha a cuore la creazione di valore per il nostro gruppo voterà coerentemente a favore", ha aggiunto.
Critico il giudizio sull'offerta di Intesa, che in caso di successo prevede un accordo con Unipol sulle filiali. "L'Antitrust deve ancora decidere quali e quante filiali resteranno in Intesa", ha osservato Lovaglio, "quindi esiste un'operazione che di fatto disaggrega Monte dei Paschi senza sapere cosa rimane e cosa si perde".
L'amministratore delegato è intervenuto anche sulla posizione del presidente della Fondazione MPS, Riccardo Coppini, che nei giorni scorsi si era espresso a favore dell'OPAS di Intesa, attirandosi le critiche dei sindacati, del Comune e della Provincia di Siena. "Ho molto apprezzato il sostegno delle istituzioni locali e in particolare ho anche apprezzato la tempestività con cui hanno reagito alla presa di posizione personale del presidente della Fondazione Monte dei Paschi", ha detto Lovaglio. Si tratta, secondo l'amministratore delegato, di "una posizione insolita sia nei tempi che nei modi ed espressa al di fuori dei processi collegiali previsti".