(Teleborsa) - Anche AMF Italia entra nella partita della legge di bilancio 2027. L'associazione degli intermediari dei mercati finanziari ha presentato ai rappresentanti del Governo e alla Commissione Finanze della Camera sei proposte normative. Gli obiettivi sono due: rendere più competitivo il mercato dei capitali italiano, indirizzandovi una quota maggiore del risparmio privato, e mettere ordine in una fiscalità degli investimenti che oggi presenta diverse incoerenze.

La prima proposta riguarda i conti di risparmio e investimento (SIA), lo stesso strumento su cui oggi ABI, ANIA, Assogestioni, Assoreti e AIPB hanno presentato un proprio modello al MEF. La versione di AMF Italia è stata elaborata con il Centro Baffi della Bocconi e con Equita. Prevede un contenitore fiscalmente agevolato per investire nei mercati azionari italiani ed europei, anche tramite fondi ed ETF, con un trattamento fiscale semplificato e agevolazioni rafforzate per i giovani.

Per le PMI che si quotano, l'associazione chiede di garantire la copertura del credito d'imposta anche nel 2028. Basterebbe uno stanziamento aggiuntivo di 3 milioni di euro, così da non lasciare scoperte le società che sbarcheranno in Borsa nel 2027. Sempre in chiave di liquidità per le small cap, AMF propone di alzare da 500 milioni a 1 miliardo la soglia di capitalizzazione sotto cui le società sono esentate dalla Tobin tax. In questo modo la soglia sarebbe allineata alla definizione di PMI del Testo Unico della Finanza e si ridurrebbero i costi di negoziazione su questi titoli.

Il capitolo più tecnico, ma potenzialmente più rilevante per i risparmiatori, riguarda i fondi comuni. Oggi i proventi da cessione, riscatto o liquidazione di quote di OICR sono tassati come redditi di capitale e quindi non possono essere compensati con le minusvalenze. AMF propone di qualificarli come redditi diversi, eliminando l'asimmetria con chi investe direttamente in titoli.

Le ultime due misure toccano gli adempimenti degli intermediari. La prima permetterebbe di compensare con altri tributi e contributi i crediti generati dall'acconto dell'imposta sostitutiva nel risparmio amministrato, una misura pensata soprattutto per gli operatori più piccoli. La seconda estenderebbe, su opzione del cliente, il risparmio amministrato alle plusvalenze su valute estere detenute in conti e depositi. Sarebbe così l'intermediario ad applicare direttamente l'imposta, invece del contribuente in dichiarazione.

"Per AMF Italia, lo sviluppo del mercato dei capitali richiede un approccio organico, nel quale gli incentivi all'investimento si accompagnino a un quadro fiscale coerente, proporzionato e stabile, capace di valorizzare il risparmio privato come risorsa strategica per la crescita dell'economia", ha commentato il presidente Marco Ventoruzzo.