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Manovra, Confintesa: "primo sconto fiscale spetta a chi paga alla fonte"

Economia
Manovra, Confintesa: "primo sconto fiscale spetta a chi paga alla fonte"
(Teleborsa) - "Il primo sconto fiscale deve andare a chi il fisco lo paga alla fonte, fino all’ultimo euro": è la posizione di Confintesa in vista della prossima legge di bilancio, alla luce dei dati dell’Osservatorio 2026 di Itinerari Previdenziali, presentato la scorsa settimana al CNEL.

Secondo i dati dell’Osservatorio, il 18,78% dei contribuenti con redditi superiori a 35mila euro versa circa il 65% dell’IRPEF complessiva, mentre quasi sette contribuenti su dieci dichiarano fino a 29mila euro e versano poco più di un quinto dell’imposta.

Per Confintesa, tuttavia, il dato va letto considerando anche come vengono tassati i diversi redditi. «Il punto – sottolinea il sindacato, con il segretario generale Francesco Prudenzano – non è dividere il Paese tra chi paga e chi non paga, ma intervenire su un sistema nel quale il reddito da lavoro dipendente e da pensione viene tassato alla fonte, mentre altri redditi possono beneficiare di regimi sostitutivi o aliquote agevolate».

A pesare, secondo Confintesa, è anche il cosiddetto drenaggio fiscale: negli ultimi anni gli aumenti nominali di salari e pensioni, spesso necessari soltanto a compensare l’inflazione, sono stati assoggettati all’IRPEF come se rappresentassero un effettivo incremento del reddito reale.

"La manovra che il Governo porterà in Parlamento entro il 20 ottobre – prosegue Prudenzano – è l’occasione per dare una risposta a chi il fisco lo paga davvero tutto. L’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% fino a 60mila euro può avere una sua logica, ma a un lavoratore da 25 o 30mila euro l’anno non porta un euro. Prima va restituito a dipendenti e pensionati ciò che l’inflazione ha tolto attraverso il fisco. Non chiediamo privilegi: chiediamo equità per chi non ha mai potuto sottrarsi".

Confintesa richiama inoltre l’articolo 53 della Costituzione, che stabilisce il principio della progressività del sistema tributario. «Ogni reddito che esce dalla base progressiva per entrare in un regime sostitutivo – osserva il sindacato – finisce per lasciare una quota maggiore del peso della progressività su chi non può accedere a quei regimi: in particolare lavoratori dipendenti e pensionati».

Per questo Confintesa indica tre priorità per la prossima manovra:

  • Restituzione del drenaggio fiscale, attraverso l’adeguamento periodico di scaglioni e detrazioni per lavoro dipendente e pensione all’andamento dei prezzi, a partire dai redditi fino a 35mila euro.

  • Proroga della detassazione dei rinnovi contrattuali, estendendo al 2027 l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti derivanti dai contratti collettivi nazionali, prevista dalla legge n. 199/2025, articolo 1, comma 7, oggi applicabile agli importi corrisposti nel 2026.

  • Vincolo delle risorse recuperate dall’evasione, destinando in modo stabile e verificabile una quota del maggior gettito derivante dal contrasto all’evasione alla riduzione del carico fiscale su lavoro dipendente e pensioni.

"La giustizia fiscale – conclude Prudenzano – si misura nella busta paga e nel cedolino della pensione. È lì che Confintesa, con oltre 446mila iscritti, in gran parte lavoratori dipendenti e pensionati, valuterà gli effetti della prossima legge di bilancio".
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