(Teleborsa) - Il Governo conferma il suo "impegno" per la produzione di acciaio green in Italia e per "assicurare prospettive industriali a Taranto", anche se ancora permangono "fattori di incertezza" che non consentono di definire un piano di sviluppo per l'area ex Ilva ed un cronoprogramma da sottoporre ai sindacati. Fra questi elementi di incertezza c'è il termine per la presentazione delle offerte vincolanti nell'ambito della procedura di vendita del complesso aziendale, che cade il prossimo 8 novembre, ed il procedimento giudiziario pendente dinanzi alla Corte di Cassazione. E' quanto emerso questa sera in occasione dell'incontro Governo-sindacati a Palazzo Chigi.

All'incontro, presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, erano presenti i Ministri Urso e Calderone e, in videocollegamento i Ministri Giorgetti e Pichetto Fratin.

"Il Governo conferma, ancora una volta, il proprio impegno per dare continuità alla produzione dell'acciaio in Italia e, in questo quadro, per assicurare prospettive industriali a Taranto, con forni elettrici e decarbonizzazione, come ribadito il 14 ottobre scorso dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, nell’Aula del Senato della Repubblica", ha detto, a quanto si apprende, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

"Tale impegno si fonda anche sulla disponibilità, allo stato e in prospettiva, delle risorse finanziarie occorrenti per portare a compimento il processo di decarbonizzazione", ha spiegato Mantovano, aggiungendo che l'incontro di oggi si è svolto "con delle variabili che ancora permangono" e che includono "gli esiti della procedura di vendita dei complessi aziendali" e "la decisione che vorranno assumere le Sezioni Unite della Corte di Cassazione" in merito all’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto.

Per questi motivi, il Governo "non può allo stato di soddisfare la richiesta delle organizzazioni sindacali di disporre e discutere di un preciso cronoprogramma del processo di decarbonizzazione". Parallelamente, prosegue l’impegno dei Commissari straordinari per garantire la continuità operativa degli stabilimenti del Gruppo "nei termini consentiti dalle condizioni date".

Il Commissario Quaranta ha consegnato al tavolo uno schema di attività per i prossimi mesi riferito a ciascuno dei poli di Taranto, Genova e Novi Ligure e sono in corso iniziative per la ricerca di ulteriori commesse in grado di ridurre i periodi di inattività degli impianti. La domanda per la cassa integrazione dei lavoratori - a quanto si apprende - si riferisce a un numero massimo di unità che non necessariamente corrisponde al numero di lavoratori che effettivamente saranno interessati dal trattamento e presuppone in ogni caso il meccanismo di rotazione tra i lavoratori coinvolti dalla riduzione dell’orario di lavoro. Il Decreto recentemente approvato dal Governo ha approntato un insieme, articolato e significativo di misure volte a fronteggiare gli effetti occupazionali della crisi dell’ex Ilva, assicurando strumenti di sostegno al reddito e di tutela dei livelli occupazionali, che includono anche i lavoratori e le aziende dell'indotto.

In vista dell'approvazione della Manovra, domani in Consiglio dei Ministri, il Governo rinnova l’impegno per interventi di incentivazione all’esodo e per investimenti nell’area di Taranto. Si lavora - ha sottolineato Mantovano - per un’estensione delle misure di sostegno al reddito e all’occupazione, anche attraverso interventi di incentivazione all’esodo e di accesso anticipato alla pensione. I dettagli sul contenuto e i requisiti delle singole misure saranno definiti non appena saranno definiti i saldi di finanza pubblica e, conseguentemente, le risorse destinate all'ex Ilva.

Il Sottosegretario Mantovano, infine, ha reso noto che “nella giornata odierna è stato avviato un confronto con alcune grandi aziende - Fincantieri, Rheinmetall, Leonardo, Fs per l'eventuale reimpiego dei lavoratori I commissari straordinari nel giro di quattro giorni forniranno a queste aziende i database di ciascun dipendente, in modo che possano essere valutati da quelle aziende. Con queste aziende sono ipotizzabili sia progetti a breve sia a lungo termine.

“Sono fiero del fatto che questo governo, una volta prese le misure, abbia estromesso il socio Mittal tre anni prima dei recenti sviluppi giudiziari, tenendo conto delle anomalie che hanno concorso a determinare i guai successivi", ha detto Mantovano, definendo l'incontro con i sindacati "essenziale e positivo, anche in momenti drammatici come quello che stiamo vivendo".