(Teleborsa) - Il prezzo del gas naturale in Europa ha raggiunto i 100 euro per megawattora per la prima volta in quasi quattro anni. I contratti futures del TTF ad Amsterdam mostrano un rialzo superiore al 4%, toccando il livello più alto da dicembre 2022 e attestandosi a oltre il triplo rispetto alle quotazioni precedenti al conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran.

I mercati di petrolio e gas seguono l'esito delle elezioni in Israele, un evento che potrebbe influenzare l'andamento del conflitto in Medio Oriente. Nel suo discorso post-elettorale, Netanyahu ha prospettato la possibilità di una rinnovata azione congiunta con il presidente Trump contro l'Iran. Inoltre, secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti potrebbero riprendere gli attacchi militari contro l'Iran dopo le elezioni di Mid-Term della prossima settimana.

Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, il TTF è sostenuto anche dalle interruzioni non programmate di alcuni impianti norvegesi e dalle previsioni di un calo delle temperature in Europa nei prossimi giorni, fattori che potrebbero tradursi in una maggiore domanda di gas per il riscaldamento.

Sul fronte dell'offerta, un quadro della situazione arriva dall'ultimo Monitoring Report dell'ACER, l'Agenzia UE per la cooperazione fra i regolatori dell'energia, pubblicato ieri. Secondo l'Agenzia, l'Europa si avvia all'inverno con stoccaggi inferiori alla media degli ultimi nove anni: al 21 ottobre erano al 75%, dopo un riempimento estivo lento e partito da livelli bassi (28% a fine inverno, contro il 34% di un anno prima). Il conflitto in Medio Oriente, che ha di fatto azzerato gli arrivi di GNL dal Qatar attraverso lo Stretto di Hormuz, avrebbe aggiunto tra 18 e 33 miliardi di euro alla bolletta europea di importazione del gas a parità di volumi, e ha reso l'UE sempre più dipendente dal GNL statunitense, che oggi copre circa il 30% delle forniture.

Per i prossimi mesi l'ACER prevede che l'Europa debba continuare a contendersi con l'Asia i carichi di GNL disponibili sul mercato spot, con il rischio di ulteriori pressioni sui prezzi e maggiore volatilità. A questo si aggiunge lo stop alle importazioni di GNL russo da gennaio 2027: con le forniture qatariote ridotte, eventuali volumi aggiuntivi dovranno arrivare soprattutto dagli Stati Uniti.