In Israele sono andati a votare circa 7,3 milioni i cittadini, per l'elezione della 26esima Knesset. Nonostante il forte maltempo, si è registrata un'affluenza record sin dall'inizio, che ha attestato il dato finale al 77,7%, il più alto dal 1999.
Il punto al 50% dei voti scrutinati
Secondo gli exit poll di Channel 12, il partito Likud di Netanyahu è in testa con 24 seggi (il 20,81% delle preferenze), mentre il partito Yashar di Eisenkot si attesta a 22 seggi (il 17,06% delle preferenze). Ma se a circa un quarto dei voto scrutinati il Change bloc che fa capo all'ex capo dell'Idf era in testa con 52 seggi a 50, superata la metà delle schede la coalizione guidata da Bibi si è portata in vantaggio con 55 seggi a 49. Tuttavia, l'ago della bilancia restano i partiti arabi: la Lista Unita, che riunisce tre partiti, conquista 11 seggi e Ra’am di Mansour Abbas altri 7 seggi.
Bibi esulta con Trump
E' a questo punto che scattano i festeggiamenti per la vittoria. ""Il Likud è il partito più grande d'Israele e la coalizione ha una maggioranza", ha annunciato Netanyahu, aggiungendo "dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale e fare di tutto perché non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi".
E arriva anche il supporto dell'amico Donald Trump. "Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare essere un'insperata rimonta che ha portato a una fase di stallo, se non una vittoria per Netanyahu", ha commentato sul social Truth il Presidente americano.