(Teleborsa) - Come sarebbe un'Italia con 1000 Società quotate? A questa domando cerca di rispondere lo studio "Più Borsa, più crescita: l’Italia delle 1000 quotate", curato da SDA Bocconi per Euronext e Borsa Italiana, che analizza l'impatto che avrebbero le azinede quotate sul sistema paese, se passassero da 400 a 1.000 entro dieci anni. L'obiettivo in altre parole è quello di raggiungere una capitalizzazione prossima al 100% del PIL. Lo studio è stato presentato lo scorso 22 Settembre a montecitorio, mentre oggi 30 Ottobre è stato protagonista di un incontro di approfondimento presso Palazzo Mezzanotte a Milano.


Durante l'evento, relativamente ai benefici economici e strutturali derivanti da un aumento del numero di aziende quotate, Barbara Lunghi, Head of Primary Equity Markets di Euronext, ha spiegato: "Tutte le statistiche dimostrano che le società quotate, rispetto alle non quotate, crescono di più in margine, creano occupazione, pagano di più le proprie persone, fanno più M&A, fanno più investimenti. Se avessimo tante aziende che contribuiscono in questo modo alla nostra economia, avremmo un Paese che cresce di più strutturalmente, in cui c'è un tasso di disoccupazione inferiore e c'è più gettito fiscale. Ecco, qui in Borsa oggi stiamo rappresentando questa aspirazione, stiamo cercando di capire con tutti gli stakeholder del mercato cosa possiamo fare per raggiungere questo tipo di obiettivi e questo potenziale di crescita, in particolar modo se rapportato alla rilevanza dell'economia nazionale."

Riguardo alla necessità di un intervento corale e di riforme per superare la dipendenza dal credito bancario, Barbara Lunghi ha commentato: "La strada per raggiungere l'obiettivo ipotetico delle mille quotate ha bisogno di uno sforzo congiunto e coordinato. La ricerca e gli stakeholder del mercato che parlano oggi hanno tutti in mente delle proposte concrete, delle misure di policy che guardano a iniziative che abbiano la forza di cambiare i comportamenti delle imprese e degli investitori. Abbiamo una cultura del debito profonda in Italia, sia nel modo in cui allochiamo i nostri capitali e i nostri risparmi, sia nel modo in cui si finanzia un'impresa. Ecco, per poter traghettare l'Italia da una profonda cultura del debito a una cultura dell'equity e della crescita, occorre innestare riforme, in alcuni casi strutturali e importanti".

Sulle misure di incentivo e sulle trasformazioni necessarie nell'ecosistema finanziario, Barbara Lunghi, Head of Primary Equity Markets di Euronext, ha ifine aggiunto: "Si propone di connettere il risparmio degli italiani con l'economia reale e con le società quotate in Borsa e di connettere la previdenza con l'economia reale e con le società quotate in Borsa; si propone anche di innestare incentivi, o meglio un framework fiscale adeguato, affinché le imprese possano patrimonializzarsi e finanziarsi in Borsa, un po' come fosse un premio alla trasparenza. Se è vero che c'è questo impatto sistemico, occorre aiutare le imprese a prendere la decisione di quotarsi a beneficio dell'economia tutta, e occorre anche un ecosistema di mercato più robusto e più strutturato, che continui a investire energie e tempo per accompagnare le imprese in Borsa. Alla fine serve un cambiamento culturale che renda possibile la condivisione e l'attuazione di iniziative concrete."

Su questo argomento si è espresso con un video messaggio anche Guido Stazi, Presidente di CONSOB: "In questo scenario emerge un potenziale inespresso che per il nostro Paese assume proporzioni significative. La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane a metà 2026 risultava superiore a 6.600 miliardi di euro, eppure solo una quota limitata di queste risorse trova impiego nel finanziamento diretto delle imprese e nello sviluppo dei mercati dei capitali di rischio. Secondo il più recente rapporto CONSOB sul capitale di rischio, la capitalizzazione del mercato azionario italiano rappresenta poco più del 50% del PIL, un valore inferiore a quello osservabile nelle principali economie avanzate. L'Italia non è un Paese povero di risparmio, ma un Paese che deve imparare a utilizzarlo meglio, soprattutto in un contesto in cui le famiglie accumulano meno di un tempo, tanto da non poter essere più considerate la fortezza d'Europa. È urgente creare le condizioni affinché le risorse disponibili siano investite in modo efficiente e consapevole, a beneficio sia delle famiglie, sia del sistema economico-finanziario. Mercati dei capitali più ampi e più profondi genererebbero benefici che vanno ben oltre i singoli attori del sistema finanziario."

(Foto: Barbara Lunghi, Responsabile dei mercati primari azionari di Borsa Italiana, durante l'apertura dell'evento)