(Teleborsa) - Una netta sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di mid-term del 3 novembre potrebbe spingere Donald Trump a reagire sul piano internazionale o con ordini esecutivi, per scongiurare l'immagine di presidente "anatra zoppa", con il rischio di agitare i mercati. In alternativa, il presidente potrebbe trovarsi sotto crescente pressione all'interno del suo stesso partito per cambiare rotta, se le sue politiche venissero ritenute responsabili della sconfitta. È lo scenario delineato da UniCredit in un report sul tema, firmato da Jonathan Schroer (ESG and Energy Strategist), secondo cui l'esito del voto avrà conseguenze sulla politica americana destinate a estendersi fino al 2028.

Non è però detto che una sconfitta repubblicana indebolisca Trump. Poiché il partito al governo perde tipicamente seggi alle mid-term, osserva UniCredit, un arretramento contenuto potrebbe essere letto come una tenuta, come accadde a Biden nel 2022 con la perdita di 9 seggi alla Camera e il guadagno di uno al Senato. In quel caso il voto suonerebbe come una conferma delle politiche del presidente e lo manterrebbe al centro del partito in vista delle presidenziali. In entrambi i casi, il risultato aprirà nuove discussioni sulla direzione della politica americana, con un'incertezza considerevole e di grande rilievo per i mercati.

Quanto agli effetti concreti, anche un'"onda blu" non darebbe ai Democratici i numeri per superare un veto presidenziale o l'ostruzionismo al Senato. Darebbe loro però maggiori poteri di controllo sull'amministrazione. I Democratici, sottolinea il report, stanno già preparando iniziative e indagini che limiterebbero in modo significativo la capacità del presidente di dettare l'agenda politica. Il voto offrirà inoltre indicazioni importanti sulla disponibilità degli elettori a sostenere candidati lontani dal centro dei due partiti, dai socialisti democratici al movimento MAGA, mentre l'attenzione si sposta sul 2028.

UniCredit richiama l'attenzione anche su un tema meno visibile: almeno 49 referendum locali in 13 Stati riguardano data center, intelligenza artificiale e domanda di elettricità. Questi voti diranno se la questione diventerà terreno di scontro partitico nel prossimo ciclo elettorale.

Sul fronte delle probabilità, mercati predittivi e principali sondaggisti stimano intorno al 90% la conquista della Camera da parte dei Democratici e intorno al 60% quella del Senato. UniCredit invita però alla cautela, anche per il significativo vantaggio dei Repubblicani sul fronte dei finanziamenti. Al Senato, dove i Repubblicani difendono una maggioranza di 53 a 47 in una tornata che si gioca su territori a loro favorevoli, i Democratici sono in vantaggio in 8 dei 10 seggi in bilico, seppure entro il margine di errore. Il dato più preoccupante per i Repubblicani, secondo il report, è che alcuni di questi Stati, come Iowa, Nebraska, Kansas, Ohio, South Carolina, Texas e Alaska, erano stati vinti da Trump nel 2024 con oltre 10 punti di scarto.