"L’accordo salvaguardia l’assetto industriale e occupazionale del Gruppo svedese in Italia e ne garantisce una prospettiva futura", hanno sottolineato il Segretario generale della FIM CISL Ferdinando Uliano ed il Segretario nazionale FIM CISL responsabile del settore Massimiliano Nobis.
Investimenti e taglio esuberi
L'intesa, arrivata in scia ad un confronto serrato fra azienda e sindacati, protrattosi senza sosta anche durante la notte, prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e una produzione di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano, confermando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani. Rispetto ai 1.719 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda, il nuovo piano prevede un massimo di 902 uscite da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali: 390 operai e 512 impiegati/quadri, al netto di Cerreto d’Esi e 16 operai R&D
Le soluzioni operative delle diverse realtà produttive
Sul piano più strettamente operativo, l’accordo prevede che i volumi complessivi a regime nei 4 stabilimenti salgano del 30% rispetto a quanto prospettato inizialmente dall’azienda. Nello stabilimento di Porcia si amplia il portafoglio prodotti, consolidando le produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme, scongiurando la delocalizzazione produttiva in Thailandia e impegnando la produzione per almeno 140.000 unità. mentre gli esuberi scendono dagli iniziali 262 agli attuali 96. Confermati anche gli investimenti e le prospettive produttive per gli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì.
Per il sito di Cerreto d’Esi nelle Marche, che era destinato a chiudere i battenti entro il 31 dicembre, è previsto ora il mantenimento della produzione, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, ma sarà individuata in seguito una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori impiegati. Per questo sito sarà anche coinvolto il Ministero del Lavoro per individuare gli ammortizzatori sociali più adeguati, affiancati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale.
Governo impegnato a difendere filiera in Ue
L’intesa è anche il frutto della battaglia condotta dal Governo in Europa a difesa del settore dell’elettrodomestico. Con il non-paper sostenuto da Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia, l’Italia ha chiesto un piano europeo per il comparto, a tutela delle produzioni dalla concorrenza sleale e a sostegno degli investimenti. La disponibilità della Commissione ad agire su queste proposte ha contribuito a riaprire il confronto con Electrolux su nuove basi e a creare le condizioni per la revisione del piano industriale. "Difendere il lavoro significa creare le condizioni perché le imprese continuino a produrre e investire in Italia. È quanto ha fatto il nostro Governo con Electrolux ed è ciò che chiediamo all’Europa per l’intero settore: ora agli impegni della Commissione devono seguire misure concrete”, ha sottolineato Urso.
La Fim ha valutato positivamente l’intervento del ministro Adolfo Urso a livello europeo, per tutelare e rilanciare la competitività dell’intero settore dell’elettrodomestico, oggi particolarmente esposto alla pressione della concorrenza asiatica e dei costi energetici.
Ciriani: evitato disastro sociale
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani si è detto "soddisfatto che finalmente si sia chiuso l’accordo con Electrolux. La mediazione trovata dopo mesi di trattative è molto buona perché il passaggio dagli esuberi previsti ad un numero nettamente inferiore di uscite volontarie e incentivate ha permesso di evitare quello che sarebbe stato un vero e proprio disastro sociale".
"Dopo una lunga maratona di 30 ore, la firma dell’accordo sulla vertenza Electrolux segna un passaggio significativo ed è un risultato importante per tutte le parti coinvolte. Il risultato nasce da un lavoro intenso e da uno sforzo comune di mediazione, nel quale il Governo si è impegnato a favorire il dialogo tra le parti. La nostra priorità è stata e resta la salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità produttiva degli stabilimenti italiani. Lavoriamo tutti in questa direzione”, ha dichiarato il sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa Fausta Bergamotto.