"Ci siamo riusciti perché abbiamo lavorato insieme, come sistema Paese, istituzioni, governo nazionale, regioni, sindacati, associazioni d'impresa e, ovviamente, i nostri lavoratori", dice Urso. "È un successo dell'Italia, che dimostra cosa si può fare quando si lavora insieme".
L'intesa, arrivata in scia ad un confronto serrato fra azienda e sindacati, protrattosi senza sosta anche durante la notte, prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e una produzione di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano, confermando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani. Rispetto ai 1.719 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda, il nuovo piano prevede un massimo di 902 uscite da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali: 390 operai e 512 impiegati/quadri, al netto di Cerreto d’Esi e 16 operai R&D.