(Teleborsa) - Va avanti la joint venture sulle torri tra Fastweb+Vodafone e Tim per realizzare fino a 6.000 nuovi siti, con l'obiettivo di arrivare a un accordo vincolante entro fine anno. Lo si legge nelle slide di Swisscom, che controlla Fastweb+Vodafone, sui conti del terzo trimestre. La jv era stata annunciata a marzo.

Le slide registrano l'avanzamento della cessazione dell'Msa (master service agreement) con Inwit, "supportato dal rigetto da parte del Tribunale di Milano della richiesta di misure cautelari da parte di Inwit". La continuità operativa è garantita da un accordo con Inwit "pienamente efficace fino a marzo 2028", con accesso alle torri mantenuto durante la migrazione.

Il piano di migrazione

Il piano, indicato come "illustrativo", prevede oggi una fase di pianificazione operativa, nel 2028 la fine dell'Msa e l'avvio di una migrazione "multi-source", e il completamento nel 2040 e oltre (12 anni o più). Le leve sono tre: acquisto di siti esistenti di altre TowerCo, acquisto di nuovi siti di altre TowerCo e costruzione di nuovi siti con la jv con Tim. L'obiettivo è "preservare la continuità del servizio e massimizzare l'opzionalità operativa di lungo periodo".

Nel mercato attuale Inwit ha circa 26mila siti e le altre società (tra cui Phoenix Tower e Cellnex) circa 30mila. Fastweb+Vodafone è co-locata in circa l'80% dei siti Inwit e in circa il 13% di quelli delle TowerCo alternative.

L'analisi di Equita

Per Equita "permangono incertezze sull’effettiva fattibilità del piano di migrazione": Cellnex aveva in passato indicato la possibilità di ospitare Swisscom su circa 10mila siti. Il piano, tuttavia, "evidenzia una strategia aggressiva di Swisscom volta a rinegoziare l’Msa con Inwit".

Rete mobile

Le slide indicano anche l'avanzamento della condivisione della rete d'accesso (Ran sharing) con Tim per accelerare il 5G nei comuni con meno di 35mila abitanti, in revisione regolatoria e attesa a conclusione entro aprile 2027.