(Teleborsa) - Seduta in forte calo per le Borse europee, dopo i tonfi visti a Wall Street (peggior giornata di borsa dall'aprile 2025) e in Asia (Tokyo ha chiuso a -5,96%), trainati dall'ondata di vendite sui produttori di chip per l'intelligenza artificiale. Stanno pesando i timori che un successo elettorale dei Democratici possa frenare lo sviluppo dei data center, dopo che la fiducia nel settore era già stata minata dalle crescenti preoccupazioni per la capacità degli investimenti nell'AI di generare rendimenti adeguati.
"La narrazione del mercato è cambiata rapidamente - commenta Erik Kuipers, Investment Specialist di ING - Inizialmente, il dibattito si concentrava principalmente su quanti centinaia di miliardi di dollari le aziende potessero continuare a investire nell'AI. Gli investitori ora si chiedono se tutti quegli investimenti potranno procedere come previsto. L'accesso a energia sufficiente era già un collo di bottiglia. L'incertezza crescente riguardo ai permessi è stata aggiunta alla lista delle preoccupazioni".
I rischi sono reali. Di fatto, il governatore del Texas Hinojosa ha già chiesto una moratoria immediata sullo sviluppo di data center; inoltre, circa il 40% della capacità dei data center in fase di pianificazione negli Stati Uniti si trova in stati in cui i governatori appena eletti avevano promesso di bloccare o sospendere i lavori di costruzione.
Sul fronte macroeconomico, la produzione industriale tedesca è aumentata a settembre dello 0,7% rispetto al mese precedente (vs attese per un dato invariato).
Tra chi ha rilasciato i conti, IAG ha registrato nel terzo trimestre un utile operativo prima delle componenti eccezionali in calo del 16% annuo a 1,73 miliardi di euro, segnalando che la domanda resta robusta (85% dei ricavi attesi per il quarto trimestre già prenotato). MPS ha chiuso primi nove mesi un utile netto di pertinenza della capogruppo di 1.657 milioni di euro, in crescita del 21,2%, sostenuto dalla diversificazione del modello di business e dalla positiva dinamica operativa.
Con poche pubblicazioni di risultati societari di rilievo in programma, l'attenzione degli investitori oggi si sposterà sul rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti. A seguito dei dati sulla produttività sorprendentemente positivi, questi dati hanno assunto un'importanza ancora maggiore. Un mercato del lavoro forte confermerebbe che l'economia statunitense rimane in buona salute, ma aumenterebbe anche il rischio che la Fed debba aumentare ulteriormente i tassi di interesse per tenere sotto controllo l'inflazione.
Sessione debole per l'euro / dollaro USA, che scambia con un calo dello 0,27%. Seduta in frazionale ribasso per l'oro, che lascia, per ora, sul parterre lo 0,64%. Sessione debole per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che scambia con un calo dello 0,21%. Sulla parità lo spread, che rimane a quota +109 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona al 4,30%.
Tra i mercati del Vecchio Continente vendite su Francoforte, che registra un ribasso dell'1,42%, seduta negativa per Londra, che mostra una perdita dell'1,45%, e sotto pressione Parigi, che accusa un calo dell'1,27%.
Sessione negativa per Piazza Affari, con il FTSE MIB che sta lasciando sul parterre l'1,03%; sulla stessa linea, si muove in retromarcia il FTSE Italia All-Share, che scivola a 52.625 punti. In frazionale calo il FTSE Italia Mid Cap (-0,4%); con analoga direzione, in rosso il FTSE Italia Star (-0,78%).
Unica Blue Chip di Milano a ottenere un buon risultato Leonardo, che segna un aumento dello 0,57%.
I più forti ribassi, invece, si verificano su Nexi, che continua la seduta con -3,19%. Scivola Amplifon, con un netto svantaggio del 2,52%. In rosso Saipem, che evidenzia un deciso ribasso del 2,37%. Spicca la prestazione negativa di Unipol, che scende del 2,13%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Intercos (+6,18%), D'Amico (+3,11%), Cementir (+3,00%) e Pirelli (+2,01%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su Ascopiave, che ottiene -4,67%. Zignago Vetro scende del 2,06%. Calo deciso per Interpump, che segna un -1,71%. Sotto pressione De' Longhi, con un forte ribasso dell'1,50%.