(Teleborsa) - Banca Generali è stata nominata migliore banca private in Italia dal Gruppo del Financial Times, che le ha conferito il premio “Best Private Bank in Italy” durante la cerimonia a Londra alla presenza delle principali realtà protagoniste del settore a livello globale.



Per la realtà del Leone si tratta del quarto riconoscimento consecutivo, l’ottavo negli ultimi 10 anni. Il premio esprime il giudizio indipendente di analisti, gestori e giornalisti di “Professional Wealth Management” (PWM) e “The Banker”, che rappresentano due testate tra le più rinomate nell’industria finanziaria, con radici risalenti a cento anni fa, al 1926.



La valutazione combina risultati quantitativi, come la crescita e il ritorno per gli stakeholder, e analisi qualitative: dalla solidità del modello di business alle strategie di sviluppo, dalla qualità del servizio alla capacità di innovare l’offerta. Un insieme di parametri con cui la giuria confronta le migliori esperienze del private banking internazionale e che per Banca Generali hanno evidenziato: la capacità di integrare una consulenza patrimoniale evoluta, un alto livello di personalizzazione nell’offerta e nella relazione con il cliente, l’innovazione negli strumenti e una forte presenza nel wealth management e nell’ambito delle soluzioni per gli imprenditori, con il successo del progetto Pmi2Change a favore delle aziende quotate con capitalizzazione inferiore al miliardo. A questo riguardo viene sottolineata l’ampiezza delle competenze del Gruppo Banca Generali: dall’investment banking di Intermonte ai servizi nel “wealth” della fiduciaria, fino alla gestione degli investimenti con BGFML e alla nuova finestra sugli ETF attivi con l’irlandese Investlinx.



Dalla nomina di Gian Maria Mossa al vertice della società dieci anni fa Banca Generali si è messa in luce per l’innovazione e lo slancio nelle soluzioni e nelle piattaforme dedicate ai banker e alla clientela “Private”, che oggi rappresenta circa l’80% delle masse complessive della banca.

Il premio PWM-The Banker ha accompagnato questo percorso, riconoscendo sia il ritorno totale per gli azionisti, nell’ordine di oltre il 380% nel decennio (dato al 30/10/2026), con una media annua, comprensiva dei dividendi, del 17% circa, sia le numerose acquisizioni e le iniziative nel digitale: dall’ecosistema di applicazioni per i servizi al robo for advisor, fino all’implementazione dell’AI a supporto del banker.



“Siamo felici e orgogliosi dell’attenzione e della stima che anno dopo anno ci riservano le testate specializzate dell’FT, che ringrazio perché da ormai un decennio riconoscono nella nostra banca il punto di riferimento per il private banking in Italia. Questo premio va a tutti i colleghi che ogni giorno contribuiscono con passione e dedizione alla crescita del nostro sogno di una banca diversa, unica nella relazione con i clienti. Dalla personalizzazione negli investimenti all’ampliamento dell’offerta con nuovi strumenti e soluzioni, continuiamo a confrontarci con le best practice internazionali e a valorizzare il contributo della tecnologia per rafforzare il nostro modello di servizio, con al centro il banker e la relazione di fiducia. L’allineamento di interessi nella protezione patrimoniale e le competenze nell’investment banking insieme a Intermonte stanno accelerando l’evoluzione della banca verso i bisogni degli imprenditori, posizionandoci in prima linea nelle sfide legate alle successioni e alla valorizzazione di queste partecipazioni, a beneficio dei clienti e dell’impegno per il sistema-Paese”, commenta Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali.



La diciottesima edizione dei Global Private Banking Awards 2026 celebra l’eccellenza nel private banking e nel wealth management a livello globale, regionale e nazionale. Le candidature sono esaminate da una giuria indipendente di esperti internazionali, che affianca all’analisi qualitativa dei modelli di servizio e delle strategie una valutazione quantitativa dei principali indicatori di performance condotta da PWM. Il programma coinvolge operatori attivi in Europa, Asia, Nord America, Medio Oriente, America Latina e Africa.